Domani, 30 ottobre alle ore 18.30, Spazio Murat apre le porte alla nuova mostra “INA-Casa Via del Mare: performance di parola tra gesto e architettura”, a cura di studioconcreto (Laura Perrone e Luca Coclite). L’esposizione propone una riflessione critica sull’eredità e la valorizzazione del patrimonio edilizio legato al piano INA-Casa (1949–1963), uno dei più significativi interventi di edilizia residenziale pubblica del secondo dopoguerra. La mostra si concentra sia sulla conservazione di questo patrimonio sia sull’integrazione di nuovi elementi progettuali capaci di stimolare relazioni e costruzione di comunità.

La serata inaugurale prevede un’introduzione dei curatori, seguita da una visita guidata attraverso il percorso espositivo, che esplora le nozioni di abitare, domesticità e memoria. Il progetto coinvolge artiste, artisti ed esperti provenienti da diversi ambiti, accomunati dall’interesse per le relazioni tra corpo, architettura e linguaggio.

Con questa nuova esposizione, Spazio Murat conferma il suo ruolo di hub culturale della città, punto di incontro tra arte contemporanea, architettura e territorio, con l’obiettivo di rendere l’arte sempre più centrale nella vita urbana. «Nel 2025 la nostra programmazione pone un accento particolare sul tema del paesaggio, inteso come elemento vivo e mutevole, da esplorare attraverso linguaggi diversi», spiega la responsabile di Spazio Murat, Giusy Ottonelli. «Questa mostra è un laboratorio di sguardi, un esercizio di riappropriazione dello spazio e del tempo, dove la forma architettonica si fa linguaggio e la comunità torna ad abitare il senso stesso del costruire».

Per studioconcreto, l’intervento nel quartiere INA-Casa di Via del Mare a Lecce ha rappresentato «un’importante occasione progettuale e culturale, un innesco per agire nel nostro luogo pensando con il mondo», citando Édouard Glissant. Il progetto “performance di parola tra gesto e architettura” consiste in un ciclo di azioni performative concepite come strumenti pedagogici radicali nello spazio pubblico. Questa pratica integra la ricerca dello studio sulle relazioni tra corpo, architettura e dinamiche socio-spaziali, promuovendo partecipazione, esperienza collettiva e interazione diretta.

La mostra

“INA-Casa Via del Mare” si configura come un dispositivo di ricerca multidisciplinare avviato da studioconcreto nel 2018 nel quartiere INA-Casa di Lecce, continuando a interrogare il senso dell’abitare contemporaneo e i processi di trasformazione urbana.

Il percorso espositivo presenta testi, materiali d’archivio e opere di artisti per offrire nuove chiavi di lettura sul tema della casa e degli spazi collettivi. Tra i contributi presenti, il progetto performance di parola tra gesto e architettura intreccia opere e azioni di artisti come Gianfranco Baruchello, Chiara Camoni, Giuseppe De Mattia e Claire Fontaine, insieme a Damiano Damiani, Guido Guidi e Cristina Kristal Rizzo. Il progetto indaga la rilevanza storica, architettonica e sociale del piano INA-Casa e le trasformazioni del paesaggio urbano, ponendo l’accento sul ruolo degli spazi collettivi nell’esperienza quotidiana.

Promosso dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e voluto da Amintore Fanfani, il piano INA-Casa nacque con la Legge 28 febbraio 1949, n. 43, per incrementare l’occupazione operaia e favorire la costruzione di alloggi per lavoratori, combinando sviluppo economico e coesione sociale.

Un focus della mostra è dedicato al complesso INA-Casa di Via del Mare a Lecce, primo lotto abitativo approvato dalla Commissione Comunale Edilizia, emblematico per comprendere il dialogo tra istanze nazionali e specificità locali. L’esposizione valorizza anche le celebri formelle policrome del piano INA-Casa, realizzate da Pietro De Laurentiis, Guerrino Tramonti e Publio Morbiducci, simbolo di un’architettura che non costruisce solo case, ma comunità partecipi e coese.

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