Una giornata intensa e partecipata si è svolta nella Sala Murat, dove la cooperativa Gea ha promosso uno sportello informativo dedicato all’affidamento familiare, tema oggi più che mai cruciale per la comunità barese.
L’iniziativa ha avuto l’obiettivo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di accogliere bambini e famiglie che vivono momenti di fragilità, sottolineando quanto possa fare la differenza aprire le proprie case e i propri cuori a chi ha bisogno.
I numeri parlano chiaro: a Bari sono già stati completati 112 affidamenti ma sono ben 340 le procedure ancora in attesa di una risposta. Una situazione che potrebbe ulteriormente sbloccarsi dopo la recente sentenza della Corte costituzionale, che ha aperto anche ai single la possibilità di adozione internazionale, ridefinendo gli equilibri e le urgenze dell’affido sul territorio.
Durante la giornata è stato più volte ribadito come il servizio affido non richieda necessariamente la presenza di una coppia: anche persone singole, se disponibili ad accogliere con amore e umanità, possono diventare un riferimento prezioso nella vita di un minore.
Un messaggio forte e chiaro che chiama in causa la responsabilità collettiva, per costruire insieme una rete solidale in grado di sostenere chi attraversa difficoltà temporanee.
“È tempo di liberare l’affido dai pregiudizi: non è solo una questione di genitorialità, ma di comunità. L’accoglienza è un atto di cittadinanza attiva. Basta essere disposti a fare la differenza, anche un singolo può cambiare il destino di un bambino. E noi siamo qui per accompagnare ogni passo di questo percorso”, ha dichiarato Grazia Vulpis, presidente della Cooperativa Gea.
