Il 21 aprile 2025 il mondo salutava per l’ultima volta Papa Francesco. A un anno esatto dalla sua scomparsa, il suo grido contro la violenza e l’egoismo sociale torna a risuonare con forza a Bari. Il Comitato Articolo 11 – L’Italia Ripudia la Guerra – ODV, guidato da Andrea Catone, ha scelto questa ricorrenza per promuovere un momento di confronto pubblico dedicato all’attualità del magistero di Jorge Mario Bergoglio.
L’incontro si terrà martedì 28 aprile 2026, alle ore 18:00, presso la sede di Bari in II strada privata Borrelli 34.
Dalla denuncia all’azione: il “pilastro” della pace
Al centro del dibattito ci saranno i due concetti cardine che hanno segnato i dodici anni di pontificato di Francesco: la denuncia della “globalizzazione dell’indifferenza” e l’intuizione profetica della “terza guerra mondiale a pezzi”.
Secondo il Comitato, il merito storico di Francesco è stato quello di aver compreso, prima di molti altri, che il conflitto non era più un’eccezione ma la cifra dominante della nostra contemporaneità. Con uno stile comunicativo affilato ed essenziale, il Papa non si è limitato a una sterile condanna, ma ha fatto del contrasto alla guerra il pilastro della sua azione, richiamando popoli e governi alla responsabilità collettiva.
Un tavolo di confronto multidisciplinare
Per sviscerare la complessità di questo messaggio, l’iniziativa vedrà la partecipazione di voci provenienti dal mondo del giornalismo, della chiesa e dell’accademia:
- Rosa Siciliano: Direttrice editoriale di Mosaico di Pace (Pax Christi).
- Don Salvatore De Pascale: Delegato regionale dei Centri Missionari pugliesi.
- Augusto Ponzio: Professore emerito di Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Bari.
- Matteo Magnisi: Segretario del Comitato Articolo 11.
L’incontro, coordinato dalla vicepresidente Antonella Reina, si propone come uno spazio di approfondimento non solo religioso, ma civile, legando il messaggio papale al dettato della Costituzione Italiana che, proprio all’articolo 11, sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

