Per il sindaco Antonio Decaro “…è stato firmato un atto di guerra nei confronti della città di Bari. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha reso noto che è stata nominata la commissione di accesso finalizzata a verificare una ipotesi di scioglimento del Comune.

L’atto, secondo fonti ministeriali, è dovuto e non implica alcuna decisione preventiva ma il primo cittadino non ci sta. “Come un meccanismo a orologeria, segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo e si riferisce all’indagine per voto di scambio in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avvocato Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta proprio nelle file di centrodestra”.

“È un atto gravissimo – prosegue Decaro -, che mira a sabotare il corso regolare della vita democratica della città di Bari, proprio (guarda caso) alla vigilia delle elezioni. Elezioni che il centrodestra a Bari perde da vent’anni consecutivamente. Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita.

È giusto che si sappia che negli scorsi giorni mi è stato richiesto di raccogliere tutte le attività svolte dal Comune di Bari contro la criminalità organizzata. Bene, è stato consegnato al Prefetto alle 12.00 di ieri, un voluminoso dossier, composto da 23 fascicoli e migliaia di pagine, contenente le attività svolte dal Comune contro la criminalità organizzata in questi anni. È evidente, vista la rapidità con cui è giunta la notizia della nomina della Commissione, che nessuno si è curato di leggere quelle carte“.

Poi la conclusione di Antonio Decaro. “Non starò zitto. Non assisterò in silenzio a questa operazione di inversione della verità e di distruzione della reputazione di una amministrazione sana e di una intera città. Se gli uffici del Ministero non hanno ritenuto di leggere le carte che ho consegnato, le farò leggere ai cittadini. E come ho sempre fatto, lascerò che siano loro a giudicare”.

Dal centrodestra interviene il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, il consigliere regionale Michele Picaro, che si rivolge a Decaro: ” “È veramente sconcertante leggere le dichiarazioni del sindaco Decaro, che, invece di dichiarare guerra alla mafia, cosa fa? Si lascia andare al solito vittimismo arrivando persino a mistificare la realtà giudiziaria. Quella realtà che rifiuta di affrontare in Consiglio comunale, non sottoscrivendo insieme alla sua maggioranza la richiesta di una seduta monotematica e in commissione regionale Antimafia, dove i suoi compagni di partito, ritengono che rispetto alla mia richiesta non ci sia nulla da discutere.

“Insomma, un continuo girare la testa dall’altra parte, come avvenuto per Amtab che, messa in amministrazione giudiziaria, per il procuratore aggiunto Giannella fungeva da ‘modello di quasi welfare’ in cui le assunzioni erano sotto il controllo e la direzione del clan Parisi. Se in 15 anni di governo della città il sindaco Decaro non ha visto, non ha sentito e non ha parlato, il prefetto di Bari non poteva fare altrettanto. Ritenere che la richiesta di accesso ispettivo sia un atto politico è di una gravità inaudita che mina i più elementari principi di rispetto delle istituzioni. Se è così certo della sua integrità, di cosa si duole? Perché non menziona mai il sistema che si era creato in Amtab rispetto alla quale deteneva le deleghe senza esercitare il relativo controllo?”

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Panoramica privacy

Leggi l'informativa.