Parte oggi, 14 luglio 2025, la nuova stagione del Bari. La squadra biancorossa si radunerà nel capoluogo pugliese prima di partire per Roccaraso, sede del ritiro estivo fino al 29 luglio. Alle 16.30 in programma la presentazione ufficiale delle nuove divise, alla presenza del presidente Luigi De Laurentiis.

Ma se l’inizio di una nuova stagione dovrebbe portare entusiasmo e sogni di gloria, in casa Bari si respira un’atmosfera tutt’altro che elettrizzante. Il calciomercato finora condotto dalla società ha portato a mister Fabio Caserta in dote diversi nuovi volti ma nessuno in grado di accendere davvero la piazza: si tratta per lo più di giocatori svincolati, esperti o provenienti da categorie inferiori, che alimentano la sensazione di un altro campionato vissuto senza ambizioni di vertice.

Una rosa da completare, ma senza squilli

Al momento, il gruppo a disposizione del tecnico è composto da elementi già noti come Dickmann, Moncini, Pagano, Gytkjaer e qualche giovane innesto, come Rao (via Napoli). Sono in corso trattative per completare l’organico con un paio di difensori e almeno due centrocampisti, attesi da mister Caserta, ma nulla fa pensare a colpi da Serie A.

Nel frattempo, fanno ritorno a Bari diversi giocatori rientrati dai prestiti – tra cui Sibilli, D’Errico, Akpa Chukwu, Faggi, Lulic e Manzari – ma non è detto che restino tutti. La sensazione è che molti saranno ceduti o reinseriti a seconda delle esigenze tecniche ed economiche.

Il problema delle “due squadre”

Dietro il clima di scetticismo diffuso tra i tifosi, c’è una motivazione che ormai pesa come un macigno: la multiproprietà con il Napoli, club principale della famiglia De Laurentiis. Le regole della FIGC vietano la presenza di due squadre della stessa proprietà nella stessa serie e finché questa situazione non verrà risolta, il Bari resterà inevitabilmente in un limbo.

Una condizione che tarpa le ali a qualunque ambizione concreta di promozione. Anche i nomi accostati al club nelle ultime settimane non sembrano dare l’idea di un progetto sportivo costruito non per salire in A ma orientato alla sopravvivenza in Serie B, con il contenimento dei costi come priorità.

Tifosi disillusi ma sempre presenti

Il malcontento si percepisce anche fuori dal campo: una piazza storicamente calorosa oggi appare disillusa ma non disinteressata. I tifosi biancorossi hanno visto troppe volte il sogno sfumare sul più bello, e oggi attendono i fatti, prima delle parole.

Tuttavia, il calcio sa essere imprevedibile e se è vero che le premesse non sono esaltanti, la speranza è sempre l’ultima a morire. Il sogno di vedere il Bari tornare in Serie A è ancora vivo: servono coraggio, investimenti, e – perché no – un pizzico di follia. Che il campo possa smentire ogni pronostico e regalare finalmente alla città una promozione attesa da troppo tempo, con l’allenatore Fabio Caserta e i suoi giocatori.

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