A seguito della comunicazione del Comune di Bari di implementare la flotta di droni per vigilare meglio sui possibili assembramenti, il Garante Privacy ha aperto un’istruttoria ed inviato una richiesta di informazioni all’ente al fine accertare il corretto trattamento dei dati.

Il Garante per la privacy ha acceso un faro nei confronti di iniziative che prevedono con troppa facilità l’utilizzo dei droni. Il ricorso sempre più frequente e per le finalità più diverse a questi strumenti potrebbe risultare lesivo della riservatezza delle persone riprese.

Nei giorni scorsi l’Autorità è intervenuta per accertare il corretto trattamento dei dati effettuato mediante l’utilizzo di droni con una richiesta di informazioni inviata al Comune di Bari. L’Ente, secondo quanto risulta da un comunicato presente sul sito istituzionale e da notizie di stampa, in aggiunta alla flotta di droni già utilizzata dalla Polizia locale, ne vorrebbe utilizzare altri per monitorare “eventuali assembramenti incompatibili con le limitazioni dovute alla gestione della pandemia da Covid”. Il Comune entro 20 giorni dovrà fornire al Garante tutte le informazioni richieste inviando copia dell’eventuale valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prevista dal Regolamento Ue:

  1. caratteristiche tecniche dei droni;
  2. finalità perseguite;
  3. tempi di conservazione delle immagini;
  4. comunicazioni a soggetti terzi.

Il Regolamento Europeo 679 del 2016 ha introdotto maggiori tutele per la privacy delle persone, indipendentemente dal titolare del trattamento, cioè da chi decide cosa e come trattare i dati, come il Comune di Bari in questo caso. Spesso siamo noi stessi ad occuparci con troppa leggerezza dei nostri dati personali, magari inconsapevoli dei rischi.

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