Con Canto per un mito senza tempo. Eterno Pino, Elisa Barucchieri firma un nuovo, intenso capitolo del percorso di ricerca coreografica della ResExtensa Dance Company, produzione del Centro di Produzione della Danza Porta d’Oriente.

Un lavoro che nasce come un atto d’amore verso Pino Daniele, figura imprescindibile della cultura italiana, capace di fondere l’anima popolare di Napoli con un linguaggio musicale universale.

Sul palcoscenico del Teatro Abeliano (ore 21), la danza diventa racconto e rito: un corpo a corpo con la memoria, dove il movimento si fa eco del suono e della parola. Le coreografie, create insieme alla compagnia, evocano i luoghi e le atmosfere del Mediterraneo, la vibrazione urbana dei vicoli, la dolce malinconia e la forza viscerale che hanno attraversato la musica del grande cantautore napoletano.

Barucchieri traduce tutto questo in un vocabolario fisico di radici e rinascita, di identità e libertà, in un equilibrio sottile tra rigore compositivo e abbandono emotivo.

“Con Eterno Pino abbiamo voluto rendere omaggio a un artista che ha saputo dare voce all’anima di un popolo, trasformando le sue radici in poesia universale – racconta Elisa Barucchieri –. La danza, come la musica, è linguaggio di libertà e appartenenza: un ponte tra emozione e memoria. In questo lavoro abbiamo cercato di tradurre in movimento ciò che Pino Daniele ha espresso con le note — la fragilità e la forza, la malinconia e la speranza. È un canto collettivo, un gesto di gratitudine verso chi ha saputo raccontarci con verità e bellezza.”

I danzatori Moreno Guadalupi, Veronica Biondini, Federica Vitellozzi, Camilla Paris e Andrea Tenerini si muovono come strumenti di una partitura viva, intrecciando corpi e respiri in una drammaturgia di luce e suono.
La luce di Danilo Milillo scolpisce spazi e presenze, mentre la musica — rielaborata a cura di ResExtensa — accompagna la narrazione scenica fondendo il ricordo con l’attualità del gesto.

Eterno Pino è più di uno spettacolo: è un atto di riconoscenza, un canto danzato alla memoria di un mito che continua a vibrare nella coscienza collettiva.
La voce di Pino Daniele, eterna e inconfondibile, trova nel movimento dei corpi una nuova forma di esistenza — un’eco viva che parla ancora, oggi, di libertà, amore e appartenenza.

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