È stata siglata questa mattina a Palazzo di Città l’intesa che trasforma Bari in un laboratorio d’avanguardia per l’inclusione sociale. Con la firma del sindaco Vito Leccese e del direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio, nasce ufficialmente il progetto “Bari Città Amica dell’Autismo”.

Non si tratta di una semplice dichiarazione d’intenti, ma di un protocollo sessennale che punta a modificare il DNA della città, rendendo servizi, uffici e negozi luoghi capaci di accogliere correttamente le persone neurodivergenti.

Cosa prevede il progetto: strumenti e azioni concrete

Il cuore dell’iniziativa è l’abbattimento delle barriere sensoriali e relazionali attraverso un percorso scientifico curato dai medici della ASL Bari (Giustina Giannella e Cesare Porcelli). Ecco i pilastri operativi:

  • Formazione capillare: Percorsi differenziati per Polizia Locale, uffici pubblici, commercianti, insegnanti e Vigili del Fuoco. L’obiettivo è insegnare tecniche di comunicazione efficace e gestione dello stress (de-escalation).
  • Il Kit “Autism Friendly”: Le attività che completeranno la formazione riceveranno un logo ufficiale da esporre, un vademecum comportamentale e un attestato di idoneità.
  • Mappa Digitale Interattiva: Sarà creata una piattaforma per individuare in tempo reale i luoghi della città che rispettano gli standard di idoneità sensoriale indicati dalla ASL.
  • Cabina di Regia: Un comitato composto da Comune, ASL, Municipi e associazioni monitorerà i risultati con una relazione annuale.

Le voci dei protagonisti

Vito Leccese (Sindaco): “Quando i diritti non sono garantiti per tutti, diventano privilegi per pochi. Bari è la prima Città Metropolitana a farlo in modo strutturato: partiamo dalla formazione dei nostri dipendenti perché nessuno si senta più solo o escluso.”

Luigi Fruscio (DG ASL Bari): “Non si tratta di adattare chi è neurodivergente, ma di rendere la città accogliente per tutti. Il cambio di passo culturale è il presupposto perché la formazione diventi abitudine e, infine, identità.”

Vito Antonio Spadavecchia (Consigliere incaricato): “Una città a misura delle persone con autismo è una città a misura di tutti. Con questo progetto aiutiamo ogni cittadino a non sentirsi più ospite nella propria casa.”

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ViviBari
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