Si terrà domani, martedì 27 maggio, alle ore 17.30, nella sala ex Tesoreria di Palazzo di Città, l’ultimo appuntamento con i “Martedì della Pace”, le lezioni di cittadinanza promosse dal Comune di Bari e dall’ANPI – Associazione nazionale partigiani d’Italia. “Dal Women strike for Peace alle Donne in nero. La prospettiva femminista” è il titolo dell’incontro, aperto a tutti, che vedrà protagoniste Eleonora Forenza, già europarlamentare e attivista, e Amina Tridente, del movimento Donne in Nero, e che sarà introdotto e condotto da Anna Lepore, vicepresidente provinciale dell’Anpi di Bari.

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Nel pieno della guerra fredda e della corsa nucleare fra le superpotenze, il primo novembre 1961 cinquantamila donne riempiono le piazze di 60 città statunitensi con un inedito “sciopero della pace”. È una protesta che spingerà il governo Usa a firmare, due anni dopo, lo storico accordo con l’Unione sovietica per lo stop ai test atomici. Il Women Strike for Peace sarà un’anticipazione – nelle forme della contestazione civile e nonviolenta, intrisa molto spesso di satira – delle successive manifestazioni contro la guerra nel Vietnam e del cosiddetto femminismo della seconda ondata: di grande impatto fu la battaglia che denunciava il rapporto tra gli esperimenti nucleari e le malattie causate dall’avvelenamento del latte  materno e vaccino. Accusato di “diffondere il comunismo tra le madri americane”, il movimento WSP finisce anche nel mirino dell’Fbi e della Commissione sulle attività antiamericane.

Sul modello dell’Unique Berkeley Peace Wall creato dall’artista Carolyne Marks, nel 1988 l’organizzazione femminista Usa promuove la realizzazione in Israele di un “Muro della pace congiunto” per bambini ebrei e palestinesi. È lo stesso anno in cui a Gerusalemme un gruppo di donne ebree israeliane da vita al primo embrione del movimento delle Donne in Nero, che oggi conta 10mila aderenti in tutto il mondo. Nato per protestare contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi, all’epoca della prima Intifada, il movimento Donne in Nero si caratterizza per la silenziosa protesta condotta nella forma della veglia, in un luogo  pubblico, ogni venerdì, fino agli accordi di Oslo nel 1994. Per molte israeliane la veglia delle Donne in Nero è stato il primo approccio al femminismo. Le Donne in Nero hanno poi ripreso a protestare nel 2000, con l’esplosione della seconda Intifada. Oggi le Donne in Nero protestano in tutto il mondo, anche a Bari, ogni settimana, contro lo sterminio dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania operato dal governo israeliano.

L’iniziativa intitolata “I martedì della Pace” è rivolta a tutti i cittadini e in particolare agli studenti. È nata dal bisogno di riaffermare che Bari è “città operatrice di pace”, per decisione del Consiglio comunale, e si è unita alle altre cento città italiane che chiedono la messa al bando delle armi nucleari e che hanno sottoscritto l’appello per un mondo libero dalle armi nucleari lanciato dalla campagna internazionale di Ican.

Il programma dei “Martedì della Pace” che si conclude domani  ha coinvolto studiosi e esperti di rilievo nazionale cui è stata affidata l’illustrazione di una particolare declinazione della pace e del pacifismo, sotto l’aspetto storico, giuridico, scientifico o sociologico.  Di particolare significato è la ricorrenza, quest’anno, dell’ottantesimo anniversario della Resistenza, che è la matrice della Italia repubblicana. 

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