La città di Bari entra ufficialmente nella rete internazionale delle “Città Amiche dello Shiatsu”, diventando il primo capoluogo di regione in Italia a sottoscrivere un protocollo dedicato alla promozione del benessere, della prevenzione e della coesione sociale attraverso la pratica dello Shiatsu.
Giovedì 13 novembre 2025, alle ore 10:00 nella sala giunta di Palazzo di Città, sarà firmato il protocollo “Bari City Shiatsu Friendly – Partner APOS”, un documento che segna un passo importante nel riconoscimento delle discipline del benessere come strumenti di salute, educazione e inclusione.
L’iniziativa nasce grazie al sostegno dell’assessorato al Welfare guidato dall’assessora Elisabetta Vaccarella e alla collaborazione della commissione Pari Opportunità del Comune di Bari, presieduta dalla dottoressa Angela Perna, che hanno condiviso con APOS – Associazione Professionale Operatori e Insegnanti Shiatsu la visione di una città più attenta ai bisogni della persona e alla cultura della pace.
Due giornate per il benessere, la consapevolezza e l’inclusione
Il giorno successivo, venerdì 14 novembre, gli spazi dell’Ex Mercato del Pesce in piazza del Ferrarese ospiteranno la prima giornata pubblica dedicata allo Shiatsu nell’ambito del nuovo protocollo.
Dalle 10:00 alle 22:00, i cittadini potranno partecipare a conferenze divulgative, momenti di approfondimento culturale e trattamenti gratuiti rivolti a tutte le fasce d’età.
Il programma include:
- incontri su salute naturale, ascolto consapevole e stili di vita sostenibili;
- spazi dedicati alla prevenzione e al contatto relazionale;
- sessioni gratuite di Shiatsu per bambini e adolescenti, anziani, persone con disabilità e cittadini in condizioni di fragilità socio-economica.
L’iniziativa trasformerà il cuore della città in un grande laboratorio di benessere condiviso, grazie alla partecipazione di operatori professionali provenienti da diverse scuole cittadine, che offriranno il proprio contributo in uno spirito di servizio, fratellanza e unità.
La visione di APOS: lo Shiatsu come strumento di pace e relazione
Nella nota ufficiale diffusa da APOS, il presidente nazionale Alberto Scattarelli sottolinea che l’iniziativa rappresenta “un momento storico non solo per Bari, ma per tutto il movimento internazionale dello Shiatsu”.
Il protocollo “Shiatsu Friendly” – si legge – rappresenta un modello culturale e sociale basato sul benessere, sull’ascolto e sulla pace, fondato sull’idea che prendersi cura delle persone significhi costruire comunità più forti e solidali.
Scattarelli ha espresso riconoscenza all’amministrazione comunale di Bari, che ha sostenuto il progetto con “visione moderna e sensibilità umana”, riconoscendo nello Shiatsu un dialogo tra corpo, mente e società. “Portare lo Shiatsu nel cuore della città – si legge ancora – non è solo un atto simbolico, ma un dono per l’intera comunità”.
Un progetto in linea con l’Agenda ONU 2030
Il progetto “Bari City Shiatsu Friendly” si colloca pienamente all’interno dei valori promossi dall’Agenda ONU 2030, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi legati a salute e benessere, equità sociale, educazione di qualità e cohesione comunitaria.
Il modello promosso da APOS e dal Comune di Bari si fonda su quattro principi fondamentali:
- Accessibilità, perché il benessere deve essere un diritto per tutti;
- Inclusione, con attenzione alle fasce più fragili della popolazione;
- Partecipazione, attraverso la collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini;
- Pace e prevenzione, come base di una convivenza sana e consapevole.
Bari capitale del benessere consapevole
Con la firma del protocollo “Bari City Shiatsu Friendly”, il capoluogo pugliese si candida a diventare punto di riferimento nazionale per la cultura del benessere e dell’inclusione sociale.
L’iniziativa segna l’avvio di un percorso che unisce istituzioni, associazioni e cittadini in un impegno condiviso per una città più attenta ai valori umani, educativi e relazionali.
Bari non solo inaugura un modello innovativo, ma conferma la propria vocazione a essere laboratorio di comunità e capitale della convivenza solidale, dove la cura del corpo e dell’anima diventa linguaggio universale.

