La “Pearl Harbour europea”, così viene spesso chiamato il bombardamento che la Luftwaffe effettuò sul Bari, per colpire le navi americane in porto, il 2 dicembre 1943, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Un accadimento che ebbe effetti devastanti sulla popolazione, perché la nave americana Jhon Harvey trasportava un carico segreto di bombe all’iprite, e dalla quale, quindi, fuoriuscirono sostanze tossiche che contaminarono militari e civili.
Un bilancio tragico: oltre mille vittime, tra militari e civili. Era il 2 dicembre del 1943 e la Seconda Guerra Mondiale stava entrando nel suo ultimo anno. L’aviazione tedesca, la Luftwaffe, sferrò un colpo decisivo ai danni della marina americana. Nel porto di Bari ormeggiavano alcune navi, tra le quali la Jhon Harvey, oggetto del bombardamento.
Per la rassegna “Incontri d’autore”, la Fondazione Tatarella ospiterà il prof. Franco Introna, autore di “Il bombardamento di Bari del 2 dicembre 1943. Misteri, incertezze, motivazioni e bugie”, mercoledì 21 febbraio alle 18.30, via N. Piccinni, 97, Bari.
Il libro, edito da Adda ad 80 anni dal tragico evento, fa luce sulle vicende trascurate, approfondendo un capitolo cruciale della storia di Bari. Perché il 2 dicembre 1943 i tedeschi bombardarono il porto di Bari? Perché non considerarono altri bersagli sensibili ben più importanti? Quante furono realmente le navi affondate dai tedeschi? Questi e molti altri sono gli interrogativi a cui il prof. Introna risponde con una ricerca minuziosa e documentata.
Con l’autore, introdotto da Annalisa Tatarella, dialogherà l’avv. Francesco D’Alessandro.
