Prosegue la campagna di adesioni alla comunità di Forza Italia in Puglia. Il partito guidato a livello regionale del deputato Mauro D’Attis (possibile candidato presidente alle regionali 2025) accoglie infatti un nuovo ingresso di rilievo: Antonio Caprio, segretario provinciale confederale dell’UGL Bari-Bat, ha ufficializzato la sua adesione al movimento azzurro.
Figura di spicco nel panorama sindacale pugliese, Caprio porta in dote una lunga esperienza nelle politiche economiche e del lavoro, competenze che, nelle intenzioni del partito, contribuiranno ad arricchire la proposta politica di Forza Italia in un momento strategico per il territorio.
“Ho deciso di aderire a Forza Italia con tanti miei amici – dichiara Caprio – perché vogliamo portare nel partito le nostre esperienze di vicinanza al mondo del lavoro in un impegno politico rinnovato.
Ho apprezzato l’attività svolta da Forza Italia Puglia e dal suo segretario regionale on. Mauro D’Attis e sono contento di poter collaborare in terra di Bari con tutti gli altri amici dirigenti, dal vice ministro Francesco Paolo Sisto, all’onorevole Davide Bellomo, al segretario provinciale Giuseppe Gallo.
Ringrazio il segretario nazionale vice premier Antonio Tajani per la sua apertura al progetto di crescita del partito, con il quale sta mettendo al centro del dibattito politico gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori alla luce del profondo cambiamento del mondo del lavoro.
Per tutto questo – conclude Caprio – ritengo che sia arrivato il giusto momento per rappresentare gli interessi dei lavoratori a tutti i livelli, senza che questi possano confliggere con il capitale, garantendo che le loro voci siano ascoltate e che i loro diritti siano protetti, favorendo la crescita economica e sociale del sistema Paese e della nostra Regione”.
L’adesione di Caprio si inserisce in una fase di consolidamento del partito in Puglia, dove Forza Italia sta puntando ad allargare la propria base con il coinvolgimento di figure provenienti dal mondo del lavoro, delle professioni e delle categorie produttive.
Un segnale che, secondo i vertici regionali, rafforza la presenza del partito nei territori e la sua capacità di dialogo con il tessuto economico e sociale.

