“Viviamo un tempo di grandi innovazioni, anche in ambito medico. Oggi la medicina è sempre più personalizzata, predittiva e preventiva: strumenti diagnostici avanzati, vaccini innovativi e terapie mirate stanno cambiando il volto dell’assistenza sanitaria e della professione medica, migliorando la qualità della vita di milioni di persone. Ma la professione medica non è fatta solo di competenze, altrimenti l’IA potrebbe sostituirci. È fatta anche di una rinnovata alleanza terapeutica, di ascolto e comprensione del disagio, per il quale il medico ha bisogno di tempo, che è tempo di cura. Per questo il nostro SSN ha bisogno di più medici”, ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, aprendo l’annuale Festa della Professione Medica e Odontoiatrica dell’OMCeO di Bari.
L’evento, svoltosi ieri al Teatro Petruzzelli, ha celebrato i 50 anni di professione di 115 iscritti, i 25 anni dalla laurea di 156 medici e l’ingresso di 401 neoiscritti negli Albi professionali.
Tra le innovazioni più rilevanti, Anelli ha citato le terapie geniche, capaci di riscrivere il futuro di bambini affetti da malattie un tempo incurabili. Un esempio virtuoso è rappresentato da Genoma Puglia, progetto di ricerca per la diagnosi precoce e la cura di patologie rare, che grazie agli screening neonatali è considerato una best practice a livello internazionale. L’Italia, secondo solo agli Stati Uniti, si conferma all’avanguardia nello screening e nella presa in carico di bambini con malattie rare, come ricordato dal Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, intervenuto alla cerimonia per ribadire il valore della sanità pubblica e del sistema sanitario universale.
Di ricerca medica ha parlato anche Mauro Biffoni, Direttore del Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità, che in dialogo con il vicepresidente OMCeO Franco Lavalle ha sottolineato i risultati eccellenti del nostro paese nel settore biomedico, pur evidenziando il problema del sottofinanziamento e della carenza di addetti rispetto a paesi vicini come la Francia. “Molti dei nostri ricercatori emigrano e producono all’estero quella ricchezza scientifica che potrebbe restare in Italia. La carriera di dottorato esiste, ma è poco valorizzata. La ricerca è la Cenerentola della sanità italiana in termini di finanziamento”, ha aggiunto Anelli, ribadendo l’urgenza di collegare sempre più la pratica clinica con la ricerca e l’importanza di creare un’agenzia nazionale dedicata a questo scopo, come avviene in altri paesi.
Durante la serata è stato conferito il Premio per la Buona Medicina 2025 ai medici della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, in riconoscimento dell’impegno, della competenza clinica e dell’umanità dimostrata nella gestione dell’assistenza sanitaria ai migranti durante gli sbarchi a Lampedusa.

