Un luogo protetto, accogliente e simbolicamente potente: nasce a Bari Carbonara, all’interno della scuola primaria “Armando Diaz” del 16° Circolo Didattico Ceglie, il nuovo sportello del Centro Antiviolenza “Paola Labriola”, gestito dall’APS G.I.R.A.F.F.A. È il quarto sportello attivo sul territorio cittadino e rappresenta un passo significativo nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, portando l’ascolto e il sostegno direttamente in un luogo di educazione e crescita.

Dopo le aperture in via Vico XII Modugno a Palese, presso la FIOM CGIL in via Messenape e nella Casa delle Donne del Mediterraneo in Piazzetta Sant’Antonio, il nuovo sportello trova sede in via Vittorio Veneto 92/A, coprendo un’area densamente popolata come il quartiere di Carbonara e le zone limitrofe. Una scelta non casuale, pensata per intercettare bisogni spesso sommersi e offrire un punto di riferimento concreto a donne, ragazze, bambine e bambini che vivono situazioni di violenza.

Lo sportello sarà operativo il primo e l’ultimo martedì di ogni mese, dalle 15.30 alle 17.30. Ad accogliere chi chiederà aiuto ci sarà un’operatrice specializzata, pronta ad ascoltare e ad avviare percorsi di uscita dalla violenza.

«Parliamo spesso di mutamenti culturali e ci piaceva l’idea di accompagnarli con uno sportello all’interno di una scuola», ha spiegato Maria Pia Vigilante, presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A. «Con i ragazzi e le ragazze di questo istituto faremo incontri, avviando un percorso di maturazione già dalle giovani generazioni. Questo è un territorio particolare, dal quale arrivavano poche richieste di aiuto. Con questa apertura diciamo chiaramente: noi ci siamo».

Sulla centralità della rete territoriale ha insistito anche Valentina Romano, direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia: «Occorre moltiplicare i punti di accesso per le donne, luoghi in cui poter parlare, essere ascoltate e avviare un percorso. Questo sportello è anche un presidio di legalità. Il fatto che sia in una scuola rafforza la collaborazione tra istituzioni, centri antiviolenza e comunità educante, offrendo un’opportunità importante per le mamme, ma anche per i bambini e le bambine».

Un messaggio condiviso dal prefetto di Bari, Francesco Russo, che ha sottolineato l’impegno congiunto delle istituzioni: «In questa città la rete a tutela delle donne vittime di violenza è sempre più forte. Le segnalazioni sono tante, troppe, e per questo serve un coinvolgimento diffuso e costante. È necessario uno scatto di mentalità, una consapevolezza quotidiana del rispetto dell’altro e dell’altra».

Anche le forze dell’ordine hanno rimarcato l’importanza di spazi dedicati. «Il lavoro è necessariamente congiunto», ha affermato il questore di Bari, Massimo Gambino. «Spazi come questi aiutano le donne a sentirsi a loro agio e a comprendere quali strumenti e possibilità hanno a disposizione, spesso insieme ai loro figli».

Sul fronte della prevenzione, il generale Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei Carabinieri, ha evidenziato come l’aumento delle denunce sia anche un segnale positivo: «Registriamo un incremento del 3% dei reati del cosiddetto Codice Rosso, ma questo dato racconta anche una maggiore emersione del fenomeno. Sempre più donne trovano il coraggio di denunciare, consapevoli degli strumenti di tutela disponibili».

Decisiva, infine, la scelta della scuola di aprire le proprie porte. «È una decisione forte – ha dichiarato la dirigente scolastica Olga Frate – perché forte è la realtà in cui operiamo. Di fronte a situazioni che necessitavano aiuto, abbiamo voluto affidarci a chi ha le competenze per sostenere le donne, le famiglie e l’intera società. Era una risposta che il territorio meritava».

Fondata nel 1997, l’APS G.I.R.A.F.F.A. è da oltre venticinque anni in prima linea contro la violenza di genere. Gestisce il Centro Antiviolenza “Paola Labriola”, intitolato alla psichiatra uccisa nel 2013 sul luogo di lavoro, e affianca agli sportelli fisici un servizio online e uno sportello mobile su camper, capace di raggiungere le donne direttamente nei luoghi in cui vivono. L’associazione gestisce inoltre la casa rifugio “Casa dei diritti delle donne” per vittime di tratta, anche con minori, e la casa in cohousing “V.I.T.A.”. Dal 1999 cura il numero verde nazionale antitratta 800 290 290 e, dal 2006, il numero nazionale antiviolenza 1522.

L’apertura dello sportello di Carbonara rappresenta così non solo un nuovo servizio, ma un segnale chiaro: la lotta alla violenza passa anche dalla prossimità, dall’educazione e dalla costruzione quotidiana di una comunità più consapevole e solidale.

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ViviBari
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