Da nord a sud, tra strade e sentieri, raccogliere rifiuti è diventata una vera e propria corsa contro l’incuria ambientale. È questa la missione di Keep Clean and Run, l’iniziativa che dal 2015 vede Roberto Cavallo percorrere chilometri d’Italia per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul problema dell’abbandono dei rifiuti. Ora quella esperienza diventa spettacolo teatrale con il titolo “Non c’è un pianeta B”, in scena lunedì 24 novembre, alle ore 21, al Teatro Officina degli Esordi di Bari (via Francesco Crispi 5), con ingresso gratuito grazie al supporto di Ricrea, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio.

La serata, introdotta dai saluti delle assessore all’Ambiente e alle Culture, fa parte di un tour nazionale che toccherà anche Folgaria (TN) e Asti, portando in teatro una storia di impegno civile, sostenibilità e responsabilità collettiva.

“Non c’è un pianeta B” è uno spettacolo singolare e plurale: Roberto Cavallo è l’unico attore in scena e interpreta, di volta in volta, diversi personaggi, guidando il pubblico in un viaggio tra rifiuti abbandonati e gesti quotidiani che ciascuno può compiere per fare la differenza. Tra reading, rievocazioni storiche e interpretazioni di figure impegnate nella sostenibilità, come Charles Moore, Janez Potocnik o don Pino de Masi, e seguendo la storia di una lattina d’acciaio salvata dal mare e riportata a nuova vita, lo spettacolo invita a riflettere sull’impatto di ogni singola azione sul futuro del pianeta.

Roberto Cavallo, laureato in Scienze Agrarie, è divulgatore ambientale, scrittore e tra i fondatori di Erica, azienda leader nella consulenza tecnica e comunicazione ambientale, attiva in Europa, Centro e Sud America e Africa. Attualmente ricopre il ruolo di Assessore all’Ambiente, agricoltura e commercio al Comune di Alba.

Ad accompagnarlo in scena è la Quadrilla Folk Band, “combat-folk band” nata nel 2013 dall’incontro tra Nicola Lollino (voce e fisarmonica) e Antonino Urzì (chitarra), affiancati dalla sezione ritmica. Con la loro musica, la band porta avanti un progetto di canzone di protesta, unendo al ritmo e al folklore temi etico-sociali e ambientali, dando vita a uno spettacolo in cui arte e impegno civico si fondono.

Un’occasione per riflettere, ascoltare e imparare a trasformare piccoli gesti in grandi cambiamenti: perché, come ricorda il titolo dello spettacolo, non c’è un pianeta B.

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