Mercoledì 19 novembre, alle ore 19.30, la Sala Colafemmina di Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti accoglie il Duo Khordé, formato dalla mandolinista Denise Colaianni e dalla chitarrista Alessia Posa, due giovani talenti del Conservatorio Niccolò Piccinni. L’appuntamento rientra nella stagione 2025 dell’associazione Colafemmina, diretta da Maurizio Matarrese e sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Puglia e dal Comune di Acquaviva delle Fonti.
Il recital, intitolato «Viaggio tra danze e nostalgie», è un itinerario musicale che attraversa epoche, stili e geografie diverse, mettendo al centro la straordinaria duttilità degli strumenti a pizzico.
L’eredità di Calace e la rinascita del mandolino da concerto
Una parte significativa del programma è dedicata a Raffaele Calace, figura chiave del mandolino tra Ottocento e Novecento. Virtuoso, compositore e liutaio, Calace contribuì a elevare il mandolino a strumento da concerto, ampliandone il repertorio oltre le dimensioni popolari e salottiere.
Il Duo Khordé aprirà la serata con il Bolero n. 2, brano che richiama i colori della danza spagnola, e con la «Serenata malinconica», attraversata da atmosfere intime, eleganti e nostalgiche. In chiusura, altre due pagine del compositore partenopeo: la Tarantella op. 18, ispirata al ritmo tradizionale dell’Italia meridionale, e la «Danza spagnola», che fonde virtuosismo, lirismo e suggestioni esotiche.
Un programma che abbraccia l’Europa e le Americhe
Tra i due blocchi dedicati a Calace, il concerto propone un ampio affresco musicale. Ci sarà il Duo op. 85/II dell’austriaco Norbert Sprongl, che grazie alla collaborazione con il mandolinista Vinzenz Hladky sviluppò una raffinata produzione per strumenti a pizzico.
Arriveranno poi le sonorità iberiche del «Bolero andaluso» di Carlo Munier, altro grande protagonista della storia del mandolino italiano, e le atmosfere sudamericane di Astor Piazzolla con il celebre «Café 1930» da Histoire du Tango, oltre alla poetica «Evocación» dell’argentino José Luis Merlin, tratta dalla Suite del Recuerdo.
Non mancherà un’incursione nel repertorio tra Settecento e primo Ottocento con il «Tema e variazioni in sol minore» di Bartolomeo Bortolazzi, virtuoso e compositore bresciano che contribuì in modo decisivo alla letteratura per mandolino e chitarra, portando in scena l’eleganza degli stili viennese e italiano dell’epoca.
Un percorso musicale tra emozione e memoria
Il Duo Khordé propone così un programma che è molto più di una semplice sequenza di brani: un viaggio che unisce mondi lontani, intreccia memorie, trasforma ogni danza in un racconto e ogni ritmo in un’emozione condivisa.
Un concerto che diventa invito alla scoperta, alla sospensione del tempo e all’ascolto profondo, dove il suono a pizzico risveglia immagini, ricordi e frammenti di storia personale.

