Domani, venerdì 24 ottobre alle ore 16.30, la sala consiliare di Palazzo della Città ospiterà il secondo appuntamento del ciclo di incontri “Sorprendente Novecento. Onofrio Mangini, architetto”, intitolato “Restaurare il moderno”. L’iniziativa rientra nel programma di eventi collegati alla mostra allestita al Museo Civico di Bari, dedicata all’opera e all’eredità di Onofrio Mangini, figura centrale dell’architettura moderna pugliese.

Promossa dalla Città di Bari, dall’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori della Provincia di Bari e da Ance Bari-Bat, la mostra è curata da Nicola Signorile e Danilo Stefanelli e rimarrà aperta al pubblico fino al 9 novembre. L’esposizione e gli incontri collaterali intendono accendere l’attenzione su un patrimonio spesso trascurato: quello delle architetture del Novecento, che oggi affrontano la sfida del restauro e del riuso senza tradire il loro spirito originario.

Quattro casi emblematici del restauro moderno

Nel corso dell’incontro si confronteranno esperti di primo piano del panorama nazionale e locale. Giovanni Multari, dello studio Multari&Corvino di Napoli, illustrerà le strategie impiegate nel restauro del Grattacielo Pirelli di Milano, capolavoro progettato da Gio Ponti e Pier Luigi Nervi tra il 1950 e il 1960. Beppe Fragasso, vicepresidente nazionale InaArch, presenterà invece l’intervento di recupero della Concattedrale di Taranto (Ponti, 1964-70), opera simbolo del moderno pugliese, segnata dal degrado del cemento armato e da decenni di scarsa manutenzione.

Da Bari arriveranno due ulteriori esperienze: Lorenzo Netti, dello studio Nettiarchitetti, racconterà il restauro dell’Hotel Leon d’Oro (1973), firmato dallo stesso Mangini, edificio oggi compromesso da modifiche che ne hanno alterato la fisionomia originaria; mentre Dora Foti, ingegnere e docente del Politecnico di Bari, chiuderà i lavori con un intervento dedicato alle strutture della Clinica Santa Maria (1961-70), analizzando il dialogo tecnico e culturale tra Mangini e Nervi e indicando possibili strategie per la conservazione del cemento armato.

Tutelare un’eredità fragile

“Restaurare il moderno” non sarà solo un confronto tecnico, ma anche un momento di riflessione culturale su come valorizzare un patrimonio architettonico fragile, spesso minacciato da demolizioni o interventi impropri. Come ricordava lo stesso Onofrio Mangini, “non basta impedire che le architetture moderne vengano distrutte: bisogna curarle e restituire loro senso nella città contemporanea”.

L’evento è patrocinato dall’Università degli Studi di Bari, dal Politecnico di Bari, dalla Città Metropolitana di Bari e dalla sezione locale di Italia Nostra, con il sostegno della Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

Con questo secondo incontro, Bari conferma la sua vocazione a farsi laboratorio di idee sul restauro e la tutela dell’architettura del Novecento, un tema decisivo per la memoria e il futuro della città.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti al canale Whatsapp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Panoramica privacy

Leggi l'informativa.