È bufera sul provvedimento con cui la Giunta regionale pugliese ha assegnato, lo scorso 7 ottobre, 25 milioni di euro per gli spettacoli dal vivo per il triennio 2025-2027, con la firma dell’allora direttore del dipartimento Cultura, Aldo Patruno, che si è dimesso pochi giorni dopo per candidarsi con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali.
Una tempistica che, secondo i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Tonia Spina e Tommaso Scatigna, “ha il sapore dell’ennesimo atto di potere compiuto da chi, ormai, confonde il ruolo pubblico con la campagna elettorale”.
“Siamo di fronte – attaccano Spina e Scatigna – all’ennesima fotografia di un sistema di potere che non conosce limiti né pudore. Quella delibera impegna risorse e vincola la futura Giunta regionale, condizionando le scelte del prossimo governo pugliese. È un atto di straordinaria rilevanza politica e finanziaria, adottato da chi, pochi giorni dopo, ha deciso di entrare direttamente in campagna elettorale e magari spera di diventare assessore alla Cultura per continuare ad avvantaggiare gli amici.”
Il provvedimento, approvato il 7 ottobre, stabilisce la programmazione dei contributi per il triennio 2025-2027, ma secondo l’opposizione avrebbe dovuto essere rimandato alla prossima amministrazione, trattandosi di una decisione di lungo periodo che vincola risorse pubbliche e scelte strategiche.
“È inaccettabile – proseguono i consiglieri – che una Giunta regionale in scadenza decida come dovranno essere gestiti i fondi per tre anni, fino al 2027. Questo non è buon governo, ma una forzatura istituzionale, una mossa pre-elettorale che rischia di tradursi in vantaggi politici e clientelari.”
Le critiche si estendono anche al contesto politico più ampio: la stessa Grazia Di Bari, ex consigliera delegata alla Cultura del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato di essere stata esclusa dalle liste proprio per lasciare spazio a Patruno, che ha gestito per anni il Dipartimento Cultura nella giunta Emiliano.
“È paradossale – aggiungono Spina e Scatigna – che chi oggi parla di ‘riconnettere la politica alle persone’ sia lo stesso che incarna un sistema chiuso, di potere e di gestione autoreferenziale. Dicono di voler stare tra la gente, ma sono gli stessi che per anni hanno occupato i corridoi del potere regionale.”
Da parte loro, i consiglieri di Fratelli d’Italia chiedono il ritiro immediato della delibera e l’intervento del presidente Michele Emiliano, “per rispetto delle istituzioni e della trasparenza amministrativa”.
“Non si tratta – concludono – di mettere in discussione l’importanza della cultura o dello spettacolo dal vivo, ma di difendere la correttezza delle procedure e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Le decisioni sul futuro della Puglia spettano al prossimo governo regionale, non a chi sta già facendo campagna elettorale.”

