Nell’ambito del ciclo dal titolo “Gli incontri del mercoledì” organizzati dalla commissione Formazione dell’Ordine degli avvocati di Bari, si è tenuto lo scorso 20 marzo un seminario dal titolo “Il procedimento disciplinare”. A relazionare sul tema l’avvocato Antonio La Battaglia, componente della commissione Deontologia del Consiglio Nazionale Forense.
Il procedimento disciplinare può avere ripercussioni, anche molto gravi, per la carriera di un legale ed è per questo che va evitato alla radice, portando già dentro di sé i dettami del codice deontologico.
E’ questo il senso della relazione dell’avvocato Antonio La Battaglia, componente della commissione Deontologia del Consiglio Nazionale Forense, che ha tenuto lo scorso 20 marzo nell’ambito del ciclo di iniziative formative organizzato dalla commissione Formazione dell’Ordine degli avvocati di Bari, coordinata dall’avvocato Gaetano Fioretti.
La Battaglia ha iniziato leggendo il testo del giuramento che ogni avvocato pronuncia al momento della ufficiale iscrizione all’albo.
“Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell’assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”.’
Poi, l’avvocato ha richiamato l’attenzione dei partecipanti su un aspetto che va al di là di norme e sanzioni. “Se tutti noi ricordassimo il momento del giuramento non solo come formale e cerimoniale ma come elemento fondante della professione, se tutti ricordassimo i valori che porta, anche in maniera implicita come la lealtà e la probità, non incorreremmo in procedimenti disciplinari“.
Infine, la ricetta del componente della commissione Deontologia del Cnf. “Teniamo il Codice deontologico dentro di noi e seguiamo quei valori ai quali aspira e dai quali un avvocato non dovrebbe mai discostarsi lungo la sua vita professionale, nemmeno per un giorno“.
