“Cinema in Ospedale” è il nome della piattaforma che consente ai pazienti del Giovanni XXIII di Bari, di fruire di contenuti cinematografici nel corso delle degenza. A disposizione una piattaforma dedicata con oltre 70 titoli divisi per fasce d’età e selezionati seguendo un approccio multiculturale. Attività promossa dalla cooperativa “Il Nuovo Fantarca”, i bambini sono seguiti dopo la visione dalle insegnanti.
Misteriose sparizioni, emozionanti avventure, amicizie tra specie diverse, sirene e animali parlanti, lettere che prendono vita. È la magia del cinema che arriva direttamente nelle stanze dei piccoli pazienti del pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari nelle giornate di degenza in ospedale.
Con tablet, smartphone o pc i bambini possono collegarsi alla piattaforma www.cinemainospedale.it e scegliere tra oltre 72 film fra corti e lungometraggi, divisi per fasce d’età (+3, +6, +9, +12, +15), divisi per tipologia (animazione, finzione, documentari). I titoli sono stati selezionati seguendo un approccio interculturale e multilingue tra il cinema europeo di qualità. L’attività è promossa a Bari dalla cooperativa “Il Nuovo Fantarca” che ha aderito per l’Italia al progetto europeo Film for Kids at Hospital, che vede agire insieme sei partners di sei diversi Paesi (Italia, Belgio, Svezia, Spagna, Slovenia, Croazia).
«I film – spiega il direttore sanitario del presidio ospedaliero pediatrico, Livio Melpignano – sono proposti ai pazienti attraverso la mediazione delle docenti che seguono i bambini anche nelle ore di scuola in ospedale, e quindi oltre a creare un momento di evasione e benessere possono trasformarsi in un momento di formazione».
«La visione non è passiva – spiega Angiola Piovani, coordinatrice delle insegnanti – i temi trattati nei film o cortometraggi, come il bullismo, l’integrazione, la diversità, la malattia, l’amore, le relazioni possono essere poi oggetto delle nostra attività con i bambini dopo la visione”.’Cinema in ospedale’ è un progetto cofinanziato dalla EU misura Creative Europe EACEA 23/2019 e dal Garante dei diritti dei minori della Regione Puglia».

