Il Politecnico di Bari, attraverso il progetto Polilabodif in collaborazione con Labodif, organizza un ciclo di iniziative dedicate alle tematiche di genere e alla valorizzazione del ruolo femminile nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM).

Tra gli appuntamenti aperti al pubblico spicca la serata di venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 19:00, presso l’Aula Magna Attilio Alto del campus universitario. In programma la proiezione del film “Il Diritto di contare”, accompagnata da un’introduzione e un commento a cura delle fondatrici di Labodif, Giovanna Galletti e Gianna Mazzini. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Obiettivi dell’iniziativa

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Il ciclo Polilabodif intende affrontare le questioni di genere come leve di innovazione e qualità nella formazione scientifica e ingegneristica, sottolineando l’importanza della presenza femminile nelle STEM. L’orientamento universitario viene così concepito non solo come scelta iniziale al momento dell’iscrizione, ma come un percorso costruito nel tempo, arricchito dalla formazione, dall’esperienza e dalla consapevolezza.

Il programma è realizzato con il sostegno del progetto “Patti Territoriali dell’Alta Formazione per le Imprese” e mira a stimolare la partecipazione attiva delle studentesse, evidenziando le opportunità di carriera in ambito scientifico e tecnologico.

Il film: “Il Diritto di contare” (2016)

Ambientato nel 1961, il film racconta la storia di tre straordinarie matematiche afroamericane che, nonostante segregazione e discriminazioni, riescono a farsi strada all’interno della NASA. La vicenda si svolge in un’America ancora segregazionista, dove bagni, mense e uffici erano separati tra bianchi e neri, e le donne dovevano combattere doppiamente per affermare le proprie competenze. La determinazione delle protagoniste e la loro capacità di superare ostacoli culturali e sociali rappresentano un potente esempio di coraggio, resilienza e talento femminile nelle discipline scientifiche.

L’appuntamento di venerdì vuole essere quindi non solo un momento di riflessione culturale, ma anche uno stimolo concreto per promuovere l’uguaglianza e il protagonismo delle donne nelle STEM.

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