Un racconto che è insieme omaggio, confessione e riflessione sul nostro tempo. Pino Strabioli arriva al Teatro Cittadino di Noicattaro con “Ve ne dico quattro”, in scena venerdì 17 e sabato 18 gennaio alle ore 20.30, nell’ambito della stagione “La prima stagione” promossa dal Comune di Noicattaro con Puglia Culture, in collaborazione con Bass Culture.
Scritto da Strabioli insieme a Fabio Masi, con contributi video di Growing Production e produzione Alt Academy, lo spettacolo prosegue idealmente il percorso avviato con Sempre fiori mai un fioraio, confermando la cifra stilistica di un artista che ha fatto del racconto una forma d’arte quotidiana, intima e necessaria. Sul palco, Strabioli torna a fare ciò che il pubblico gli riconosce da sempre: narrare, con naturalezza e profondità, intrecciando memoria personale e storia collettiva.
Il viaggio attraversa alcune delle figure più iconiche del Novecento italiano: Paolo Poli, Franca Valeri, Dario Fo, Gabriella Ferri, Valentina Cortese. Non un’operazione nostalgica, ma uno sguardo vivo su un’epoca in cui il teatro e lo spettacolo erano luoghi di libertà assoluta, di irriverenza e invenzione, capaci di unire leggerezza e critica, ironia e pensiero.
Attraverso aneddoti, testimonianze e materiali video, Ve ne dico quattro restituisce il ritratto di artisti che hanno segnato in modo indelebile la cultura italiana, mettendo in luce il contrasto con il presente, spesso dominato da nuove forme di cautela espressiva e da un politicamente corretto che rischia di diventare misura unica del discorso pubblico. Lo sguardo di Strabioli è affettuoso ma mai indulgente, capace di interrogare il passato per comprendere meglio il presente.
Lo spettacolo si arricchisce anche di riferimenti agli incontri più recenti dell’artista, alle sue esperienze professionali e alle collaborazioni con protagonisti della scena culturale contemporanea, in un continuo dialogo tra ieri e oggi.
Ve ne dico quattro diventa così un atto d’amore per il teatro e per i suoi maestri, ma anche un invito a riconoscere come l’arte, quando è autentica, sappia attraversare il tempo senza perdere forza e attualità, continuando a parlarci con sorprendente lucidità.

