A cinquant’anni dall’approvazione della legge che ha riformato l’ordinamento penitenziario italiano, la Camera Penale di Bari “Achille Lombardo Pijola” promuove un grande momento di confronto pubblico. L’appuntamento, dal titolo “Oltre il Muro – Ordinamento penitenziario 50 anni dopo”, si terrà venerdì 21 novembre 2025 alle ore 15.00, nell’aula Aldo Moro del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Un incontro pensato per ripercorrere l’evoluzione della pena e del sistema detentivo, ma anche per interrogarsi sul senso attuale della detenzione e sul ruolo delle pene alternative nel percorso di rieducazione del condannato, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione.


Le istituzioni e il mondo forense insieme per riflettere

Dopo i saluti istituzionali del prof. Andrea Lovato, direttore del dipartimento di Giurisprudenza, dell’avv. Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari, dell’avv. Gaetano Sassanelli, componente della Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane, e della prof.ssa Carmela Ventrella, coordinatrice dei corsi di laurea in Giurisprudenza, sarà l’avv. Domenico Di Ciaula, segretario della Camera Penale di Bari, a introdurre i lavori.

La prima parte del convegno, intitolata “Pena e carcere”, sarà moderata dall’avv. Egidio Sarno, past president della Camera Penale barese, e vedrà la partecipazione di giuristi, magistrati e operatori del sistema penitenziario.


Focus sulla pena e sui limiti del sistema detentivo

Il prof. avv. Filippo Bottalico aprirà i lavori con un intervento dedicato a “Le molteplici finalità della pena: la lezione di Aldo Moro”, seguito dalle relazioni dell’avv. Filippo Castellaneta su “L’evoluzione della sanzione penale” e dell’avv. Maria Pia Scarciglia, presidente di Antigone Puglia, su “Il carcere senza respiro”.

Spazio poi alla prospettiva istituzionale, con il dott. Nicola Petruzzelli, direttore dell’Istituto Penale Minorile di Bari, che affronterà il tema della detenzione minorile tra esigenze di sicurezza e rieducazione, e con il dott. Giuseppe Martone, già provveditore del DAP Puglia e Basilicata, che analizzerà le conseguenze del sovraffollamento nella gestione degli istituti di pena.

Chiuderanno la sessione gli interventi dell’avv. Giuseppe Buquicchio, sull’esercizio del diritto di difesa in carcere, e dell’avv. Virginia Ambruosi Castellaneta, dedicato al lavoro come strumento di reinserimento sociale.


Tavola rotonda: “Le (pene) alternative possono diventare principali?”

La seconda parte dell’incontro sarà dedicata a una tavola rotonda dal titolo provocatorio: “Le (pene) alternative possono diventare principali?”.

A discuterne saranno la dott.ssa Maria Giuseppina D’Addetta, magistrato di sorveglianza di Bari, il dott. Domenico Lobascio, responsabile UIEPE Puglia e Basilicata, il dott. Filippo De Bellis, presidente dell’associazione L’APIS – Coordinamento comunità terapeutiche Regione Puglia, e l’avv. Gianpaolo Catanzariti dell’Osservatorio Carcere UCPI.

A moderare il confronto sarà il giornalista e sindaco di Turi, Giuseppe De Tomaso, che condurrà il dibattito sul futuro del sistema penale e sulle politiche di recupero dei detenuti.


Un evento formativo aperto a studenti e professionisti

Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Bari con 4 crediti formativi ordinari per i professionisti del foro, mentre agli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza saranno riconosciuti 0,5 CFU.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di incontro tra avvocati, magistrati, docenti universitari e operatori del settore penitenziario, per una riflessione condivisa sul significato della pena oggi e sulle sfide di un sistema che deve coniugare sicurezza, legalità e dignità della persona.


Rieducare, non punire: la sfida della giustizia contemporanea

“Oltre il Muro” non è solo un titolo simbolico, ma un invito a superare le barriere materiali e culturali che ancora separano la giustizia penale dall’obiettivo costituzionale della rieducazione.
La Camera Penale di Bari, da sempre attiva nel promuovere il dialogo tra istituzioni e società civile, rinnova così il proprio impegno per una giustizia più umana e consapevole, in cui la pena non sia solo sanzione, ma occasione di cambiamento e di riscatto.

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ViviBari
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