Un viaggio intenso tra parole e musica per raccontare l’anima di un artista che ha segnato la storia della canzone italiana. Domenica 22 febbraio alle ore 18.30, eccezionalmente al Teatro Radar, andrà in scena il penultimo appuntamento della stagione teatrale 2025/26 “Il senso delle parole” del Teatro Mariella, con lo spettacolo “Tutto cresce e se ne va – Intorno a Pino Daniele”.
La rassegna è organizzata da Ubuntu non solo teatro aps ets con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli e in collaborazione con realtà del territorio tra cui la Cooperativa Sociale “A Modo Loro”, l’associazione Apad, Mondadori Bookstore di Monopoli e le cooperative Quasar e Sofocle. Media partner Radio Puglia.
Un racconto musicale dedicato a Pino Daniele
Lo spettacolo rende omaggio a Pino Daniele, scomparso nel 2015, poeta del Mediterraneo e innovatore capace di fondere blues, jazz, rock, soul, funk e tradizione napoletana in uno stile unico e immediatamente riconoscibile.
In scena Sasà Calabrese, Dario De Luca, Daniele Moraca, Roberto Musolino e Francesco Montebello, con la partecipazione speciale del sassofonista Alberto La Neve. La produzione è firmata da Scena Verticale.
“Tutto cresce e se ne va” è molto più di un concerto-tributo: è una narrazione che intreccia biografia e canzoni, successi e contraddizioni, speranze e delusioni. Le parole dell’artista – “Parole e musica nascono assieme. È roba che fa da sempre parte della mia vita” – diventano la chiave per entrare nella sua visione del mondo.
Napoli, tra speranza e disincanto
Il racconto ripercorre il legame profondo tra Daniele e la sua città, Napoli, osservata come un sismografo emotivo capace di registrare entusiasmi, promesse di rinascita e frustrazioni collettive. Dalla stagione del sindaco Valenzi fino agli anni di Bassolino e de Magistris, la musica di Daniele ha accompagnato le trasformazioni sociali e politiche del capoluogo campano, sospeso tra redenzione e dannazione.
Brani come “Napule è”, con il celebre verso “Napule è ‘na carta sporca e nisciuno se ne ‘mporta”, restituiscono il grande scontento ma anche la tensione verso il riscatto. In scaletta anche successi intramontabili come Alleria, Terra mia, Je sto vicino a te, Quanno chiove, Io vivo come te e Je so’ pazzo: canzoni che raccontano l’umanità senza filtri, tra malinconia e forza vitale.
Un tributo che parla al presente
Lo spettacolo si configura come un omaggio emozionante al genio musicale partenopeo e alla sua eredità artistica, capace ancora oggi di coinvolgere pubblici diversi per età e sensibilità. Un intreccio di parole e suoni che celebra una musica immortale e una visione capace di “allenare la speranza”.
La stagione “Il senso delle parole” si concluderà domenica 12 aprile, sempre al Teatro Radar, con l’appuntamento fuori abbonamento “Sfìdati di me” con Paolo Kessisoglu, per la regia di Gioele Dix.
Un cartellone che conferma la vocazione culturale di Monopoli, capace di intrecciare teatro, musica e impegno civile in un dialogo costante con il territorio.

