Prenderà il via giovedì 2 ottobre nell’auditorium Vallisa di Bari la nuova stagione teatrale della compagnia Diaghilev, «Teatro Studio 2025-26». L’apertura sarà dedicata a un omaggio alla cultura ebraica, in collaborazione con il festival Time Zones, attraverso il concerto letterario in due parti «Suoni e parole dall’invisibile».

Dal 2 al 7 ottobre, l’attore Paolo Panaro e i musicisti Francesco Palazzo (fisarmonica), Sara Picuno (clarinetto) e Fabrizio Signorile (violino) proporranno racconti e musiche klezmer nello spettacolo «Due ebrei, tre opinioni» (2-4 ottobre) e brani legati al rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso in «Il mondo dei Chassidim» (5-7 ottobre).

La nuova stagione, sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Puglia e Comune di Bari, si distingue per il forte impegno produttivo: 10 spettacoli complessivi, di cui 8 nuove produzioni, per un totale di 148 recite. Un cartellone che unisce grandi classici della drammaturgia a testi contemporanei, con la regia e la direzione artistica di Paolo Panaro, punto di riferimento di una compagnia che coinvolge numerosi artisti e professionisti pugliesi.

I classici in scena

Dopo l’apertura musicale, dal 10 al 19 ottobre sarà la volta di «Oblomov» di Ivan Gončarov, protagonista indiscusso dell’apatia ottocentesca. A seguire, dal 25 ottobre al 9 novembre, tornerà «Trachinie» di Sofocle con la regia di Walter Pagliaro, l’interpretazione di Micaela Esdra e le scene di Gianni Carluccio.

Dal 14 al 30 novembre Rosario Sparno firmerà «Pierre e Jean», adattamento teatrale del romanzo di Guy de Maupassant riletto da Massimiliano Palmese, autore e poeta di successo.

La nuova drammaturgia

La sezione contemporanea vedrà in scena dall’1 al 4 dicembre «Crisalidi: Giunone allo specchio» di Davide Novello, giovane autore ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, con la regia di Silvia Micunco. Seguirà, dall’11 al 14 dicembre, «La giornata di un uomo senza volto» di Walter Prete, che prende spunto da Pirandello.

Il teatro d’attore secondo Diaghilev

Nel 2025 la compagnia proporrà dall’8 al 24 gennaio «Letteratura» di Arthur Schnitzler con Paolo Panaro, mentre dal 27 gennaio al 15 marzo sarà la volta di «Non si sa come» di Pirandello. Il percorso sui grandi autori proseguirà con «La professione della signora Warren» di George Bernard Shaw (17 marzo – 22 aprile), ancora diretto e interpretato da Panaro insieme a Marianna de Pinto, Giuseppe Tagarelli, Caterina Petrarulo e Francesco Lamacchia.

Chiusura con Strindberg

A chiudere la stagione sarà uno dei capolavori di August Strindberg: «La danza macabra». Dal 16 aprile al 3 maggio Alessandro Machìa, regista attento alla riscrittura dei classici, proporrà il dramma coniugale per eccellenza nella traduzione di Franco Perrelli.

Con un ricco cartellone che intreccia memoria e innovazione, la Diaghilev rinnova la sua vocazione a un teatro che fa della parola, della regia e dell’attore gli strumenti privilegiati per riflettere sull’uomo e sulla società.

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