«La sentenza emessa dal Gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, a seguito dell’inchiesta Codice Interno è un segnale forte a difesa di chi crede fermamente nei valori della legalità e della lotta alla mafia».

È con queste parole che il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha commentato la decisione del tribunale che ha condannato 103 imputati per reati legati allo scambio politico-mafioso nelle elezioni comunali del 2019.

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Il Comune di Bari si era costituito parte civile e il tribunale ha disposto a suo favore il pagamento di una provvisionale di 200.000 euro. «Restano in ogni caso – ha aggiunto Leccese – gli enormi danni arrecati all’immagine della città oltre che alle regole della democrazia».

Il sindaco ha ricordato come l’amministrazione, pur in un contesto drammatico, abbia colto l’occasione dell’inchiesta per rafforzare i meccanismi di controllo interni. Ma l’appello va oltre le istituzioni: «È importante sottolineare come la città intera debba riflettere sul nuovo monito della magistratura: il pericolo delle infiltrazioni mafiose, purtroppo, attraversa molti settori della nostra comunità. Per questo nessuno deve chiamarsi fuori da una battaglia di civiltà, che riguarda il futuro stesso di Bari».

La sentenza segna così un punto di svolta, secondo il primo cittadino, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva, in una città che vuole riaffermare con forza i valori della trasparenza e della legalità.

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ViviBari
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