Michele Emiliano, ospite di Radio Rai nel programma satirico Un giorno da pecora, ha messo un punto alla discussione sul suo possibile rientro in magistratura. Una possibilità che sembrava obbligata secondo le norme ma che il governatore uscente ridimensiona: “Non torno a fare il magistrato, anche per non mettere in imbarazzo tutti quanti.”
Emiliano compirà 67 anni tra pochi mesi, soglia della pensione per i magistrati. Un rientro, dunque, sarebbe stato solo un passaggio burocratico, che lui definisce “un sacrificio inutile”. Il futuro, nelle sue intenzioni, resta in politica.
Apertura alla giunta Decaro: un segnale politico pesante
Emiliano ha lanciato un messaggio inequivocabile anche sul nuovo assetto della Regione Puglia guidata da Antonio Decaro: “Sono disponibile a lavorare nella sua giunta, se lui riterrà utile la mia presenza.”
Una dichiarazione che sposta gli equilibri politici interni alla coalizione.
Emiliano, leader regionale per quasi vent’anni, riconosce la centralità del nuovo presidente e si dichiara pronto ad assumere un ruolo subordinato nella sua squadra.
Un gesto non scontato.
Soprattutto perché, appena pochi mesi fa, Decaro gli ha impedito la candidatura al Consiglio regionale, chiudendogli la strada nonostante un sostegno politico consolidato nel tempo. Quello stop ha rappresentato una rottura evidente con una delle figure che più hanno segnato la storia recente del centrosinistra pugliese.
Il nodo politico: Decaro accoglierà Emiliano in giunta?
La domanda ora si sposta sul presidente. La disponibilità di Emiliano non equivale a una scelta già fatta.
Decaro, che ha costruito la sua campagna sull’idea di discontinuità, dovrà decidere se reinserire l’ex governatore nella sua squadra — con tutte le implicazioni simboliche e politiche del caso.
Accoglierlo significherebbe riconoscere un ruolo importante a chi ha guidato la Regione per dieci anni.
Escluderlo, invece, confermerebbe la linea dura già adottata in fase pre-elettorale. E poi c’è un altro tema: cosa farà Decaro con Nichi Vendola, l’altro “padre politico” della sinistra pugliese, che dopo anni lontano dalle istituzioni è tornato ad affacciarsi sul dibattito pubblico?
La partita è complessa: tra continuità, eredità politica e necessità di costruire una squadra coerente con la nuova leadership, Decaro dovrà muoversi su un equilibrio sottile.
Emiliano: tra pragmatismo e ironia, il tentativo di restare centrale
Nella conversazione radiofonica, Emiliano ha alternato analisi politiche e battute taglienti, come il paragone scherzoso tra le due leader nazionali Conte e Schlein. Ha ribadito che il centrosinistra pugliese resta forte e che la sua figura politica, contrariamente alle narrazioni degli ultimi mesi, è tutt’altro che marginale.
Il messaggio è chiaro: Emiliano vuole restare protagonista della vita istituzionale pugliese, non come figura ingombrante ma come risorsa per il nuovo corso.
Una decisione che segnerà l’inizio della legislatura
Ora la palla passa ad Antonio Decaro. Accettare Emiliano in giunta significherebbe dare un segnale di unità interna, ma anche affrontare le inevitabili critiche di chi chiede discontinuità radicale. Rifiutare, invece, significherebbe ribadire una scelta netta già fatta durante la campagna elettorale.
Come finirà? La risposta non è scontata. L’avvio della nuova legislatura pugliese passerà anche da questa decisione, che riguarda non solo due uomini, ma l’intero equilibrio del centrosinistra regionale.

