Dal prossimo ottobre 2025, anche Meta – come già deciso da Google – sospenderà tutte le campagne pubblicitarie a pagamento legate alla politica sulle proprie piattaforme, in adeguamento alle normative dell’Unione Europea. Una scelta che avrà effetti diretti e immediati sulla prossima campagna elettorale per le Regionali in Puglia.

Un campo di gioco squilibrato

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Lo stop alle inserzioni politiche online pone un tema cruciale: chi ha già costruito negli anni una pagina social solida, con migliaia di follower e una community attiva, parte nettamente avvantaggiato rispetto a chi oggi prova ad affacciarsi per la prima volta sulla scena elettorale digitale.

In un contesto dominato dall’“economia dell’attenzione”, dove la visibilità si traduce in consenso, l’impossibilità di acquistare inserzioni rischia di penalizzare i volti nuovi e le liste civiche che non possono contare su una base di partenza strutturata.

La politica senza sponsorizzate

L’era delle “sponsorizzate” sui social, capaci di spingere messaggi e candidature con budget mirati, sembra giungere al capolinea. D’ora in poi la visibilità sarà frutto esclusivo di contenuti organici, condivisioni e interazioni spontanee. Una condizione che favorisce chi gode già di riconoscibilità e popolarità, riducendo lo spazio per outsider e progetti innovativi.

Ritorno alla piazza e al territorio

Cosa resta da fare? Le campagne elettorali dovranno riabbracciare il territorio. In assenza di visibilità a pagamento, diventeranno fondamentali gli appuntamenti offline: incontri pubblici, eventi diffusi nei quartieri, conferenze stampa, iniziative di prossimità nelle piazze e nei mercati. Un ritorno alla politica di contatto diretto, in cui la capacità di ascolto e la forza organizzativa conteranno più di un post sponsorizzato.

Una sfida di creatività e comunità

La decisione di Meta e Google rappresenta dunque un cambiamento radicale delle regole del gioco. La prossima campagna elettorale pugliese sarà un banco di prova: chi saprà innovare le modalità di comunicazione, investendo su relazioni, reti civiche e forme di partecipazione reale, potrà trasformare questa apparente limitazione in un’opportunità. La politica torna così alle sue origini: meno algoritmi, più persone.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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