Tra le commedie più celebri e pungenti di Dario Fo e Franca Rame, Morte accidentale di un anarchico torna a rivivere giovedì 30 ottobre, alle ore 20.30, sul palcoscenico del Teatro Forma di Bari. Lo spettacolo sarà un’occasione per rendere omaggio alla memoria di Vittorio Cosentino, figura cardine del teatro di strada barese e tra i fondatori del Gruppo Kismet, scomparso nel 2020 all’età di 69 anni.

L’allestimento, firmato dalla compagnia torinese Eleftheria con la regia di Claudio Destino e Federica Tucci, propone una rilettura vivace e attuale del capolavoro di Dario Fo – premio Nobel per la letteratura nel 1997 – e Franca Rame, che ne curò originariamente la drammaturgia. Sul palco, insieme a Destino, saranno protagonisti Simone Ricci, Vincenzo Leone, Francesco Savarino e Beatrice Frattini, in un intreccio di ironia, denuncia e comicità corrosiva.

La serata sarà introdotta dal giornalista e scrittore Lino Patruno, che presenterà lo spettacolo nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’associazione «Il Venerdì Libertario», con il supporto organizzativo dell’APS «Nel Gioco del Jazz». Un evento nato per ricordare Vittorio Cosentino, artista ribelle e visionario, che aveva trasformato l’Ex Caserma Liberata in un laboratorio permanente di creatività e socialità, dopo la riqualificazione di parte dell’ex Caserma Rossani.

Cosentino, fedele alla sua idea di un’arte libera da compromessi, aveva fatto del teatro di strada la propria casa, portando ovunque la sua energia e la sua passione attraverso spettacoli, laboratori e percorsi di formazione. La scelta di ricordarlo attraverso il teatro di Fo e Rame, dunque, appare quanto mai naturale: Morte accidentale di un anarchico è infatti una delle opere più emblematiche del teatro politico e popolare italiano, capace di unire impegno civile e comicità irriverente.

Scritta nel 1970, la commedia nasce come risposta artistica alla morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra della questura di Milano durante un interrogatorio legato alla strage di Piazza Fontana. Un evento che segnò profondamente l’Italia e che Fo trasformò in una farsa satirica dal tono grottesco, per smascherare, attraverso il riso, le menzogne del potere e la manipolazione della verità.

L’allestimento della compagnia Eleftheria rimane fedele allo spirito originale, ma con alcuni interventi drammaturgici pensati per renderlo più vicino al linguaggio contemporaneo. Alcuni dialoghi sono stati aggiornati per evidenziare come le contraddizioni e i meccanismi del potere restino attuali, mentre la struttura è stata snellita, rinunciando al prologo con cui Fo solitamente apriva le sue rappresentazioni, per immergere subito il pubblico nel vortice della vicenda.

Con il suo ritmo incalzante e la sua satira tagliente, Morte accidentale di un anarchico non smette di parlare al presente, ricordandoci l’importanza di non accettare passivamente le verità imposte. Portarla in scena a Bari, nel nome di Vittorio Cosentino, significa rinnovare un messaggio di libertà, impegno e resistenza culturale: quello stesso messaggio che l’artista barese ha incarnato per tutta la vita, con la sua arte e con il suo esempio umano.

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ViviBari
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