Bari è cambiata più velocemente degli strumenti pensati per governarla. Venerdì 9 ottobre, dalle 15.30, nella Sala Consiliare del Comune in corso Vittorio Emanuele 84, il convegno “Il nuovo PUG del Comune di Bari: l’atto di indirizzo” riunirà amministratori, Politecnico, Regione Puglia e ordini professionali. L’evento è co-organizzato con gli Ordini di ingegneri, architetti, geologi, agronomi e biologi, con il Collegio dei geometri, con l’INU Puglia e con il Centro studi urbanistici CeNSU. Ai professionisti iscritti sono riconosciuti crediti formativi.

Perché l’atto di indirizzo conta più di quanto sembri

Il Piano urbanistico generale, il PUG, sostituisce in Puglia il vecchio piano regolatore. La legge regionale 20 del 2001 stabilisce che si parta da un atto di indirizzo della Giunta comunale. Quel documento delinea gli obiettivi del piano, indica anche il programma di consultazioni e di partecipazione. Solo dopo la Giunta propone al Consiglio comunale l’adozione del PUG.

Non è dunque un passaggio burocratico ma il momento in cui si sceglie la direzione e si decide chi viene ascoltato lungo il percorso.

Una città nuova governata da un piano antico

Bari è ancora governata dal Piano Quaroni. Lo ricordava il programma di mandato richiamato dalla Giunta nel 2015: “dopo oltre quarant’anni dal Piano Quaroni, Bari avrà un nuovo Piano Urbanistico Generale”. Da allora sono arrivate le bozze del piano strutturale e di quello programmatico. È partito un percorso di ascolto con trenta sportelli e una piattaforma online. Nel 2017 sono stati approvati nuovi indirizzi per perfezionare le scelte.

Il piano però, a quanto risulta dagli atti consultati, non è mai stato adottato. Nel marzo 2024 la Consulta per l’ambiente del Comune segnalava che le bozze, custodite da circa un decennio, andavano ormai considerate obsolete. Intanto la città ha continuato a trasformarsi. A febbraio 2026 la Giunta ha approvato nuove linee guida per presentare i piani urbanistici esecutivi e i programmi complessi, aggiornando quelle del 2014. Un segno che l’attuazione procede dentro il quadro vigente.

Dal commercio ai visitatori: la città cambia funzione

Il turismo ha cambiato i numeri. Secondo un’elaborazione di Sociometrica su dati Istat, presentata dal Ministero del Turismo, tra il 2014 e il 2024 le presenze a Bari sono cresciute del 125,1%. È la prima città tra le trenta con la crescita maggiore. Istat ha registrato a giugno 2025 un aumento di circa il 20%. I primi dati 2025 dell’Osservatorio regionale, ripresi dalla stampa di settore, indicano che Bari ha superato Vieste per volumi complessivi, che la permanenza media è di 2,06 notti: il profilo del city break, trainato dal turismo estero.

Cambia di conseguenza la geografia dei negozi. L’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi di Confcommercio, su 122 comuni, segnala un calo del 36,9% per abbigliamento e calzature mentre i ristoranti crescono del 35%. Gli altri alloggi, categoria che comprende gli affitti brevi, aumentano del 184,4%. Al Sud i B&B nei centri storici sono quasi quadruplicati dal 2012. Sono dati nazionali e non fotografano la sola Bari, indicano però la direzione.

Un sondaggio Confcommercio-Swg stima inoltre che le case nei quartieri colpiti dalla desertificazione commerciale valgano il 16% in meno rispetto a quelle in aree ben servite. Per un decisore pubblico o privato è un dato che pesa. Quali regole sulle destinazioni d’uso terranno insieme accoglienza e vita di quartiere? È una domanda che il PUG non può eludere.

Il BRT, il cantiere che anticipa il piano

Il BRT è l’opera che incide di più sulla quotidianità. Finanziato dal PNRR, è stato messo in gara nel 2023 con lavori a base di gara per circa 68,7 milioni di euro. Secondo i progettisti la rete prevede quattro linee con 89 fermate, tre capolinea e un deposito. Sono previsti oltre cinquanta attraversamenti pedonali e circa 150 incroci semaforizzati. Si aggiungono circa 200 nuovi alberi.

I disagi sono sotto gli occhi di tutti. A giugno le Ferrovie Appulo Lucane hanno comunicato che il Comune aveva vietato le fermate in via della Resistenza fino al 30 giugno, con servizi deviati. Un piccolo esempio di come un cantiere ridisegni gli spostamenti. Esiste anche uno studio sulla sosta per il BRT, presentato a gennaio 2026, perché corsie riservate e fermate sottraggono stalli.

Per chi ha un negozio o uno studio lungo le linee il tema è concreto: accessibilità, carico e scarico, clienti. Per il piano è una lezione, le infrastrutture funzionano quando regole e informazioni arrivano prima dei lavori.

Cosa ascoltare venerdì

Dopo i saluti istituzionali, tra cui quelli del sindaco Vito Leccese e dell’assessora regionale all’Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi, il programma entra nel vivo alle 16.15. Paolo Lagreca, presidente CeNSU, parlerà delle innovazioni nella pianificazione comunale in Italia. Francesco Rotondo, presidente CeNSU.Ba, del ruolo del PUG nel sistema pugliese. Maria Cornacchia, dell’Ordine degli Architetti, affronterà il tema di architettura e paesaggio.

Alle 17.15 l’assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone presenterà “La visione futura per Bari”. Alle 18 Pompeo Colacicco, capo del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana, illustrerà l’atto di indirizzo. I lavori si chiudono alle 18.45.

Tre domande per chi decide

La prima riguarda i tempi. Tra atto di indirizzo e adozione, come si governano nel frattempo gli interventi?

La seconda riguarda le funzioni. Quale equilibrio tra residenza, commercio e ospitalità?

La terza riguarda il metodo. Dove e come saranno ascoltati imprese, professionisti e cittadini?

Bari non finisce ai confini comunali, gli indirizzi del 2015 parlavano già del suo ruolo di città metropolitana. Chi vive e lavora tra Bari e provincia ne sente gli effetti ogni giorno: nei tempi di spostamento, nei prezzi delle case, nelle scelte di localizzazione di un’impresa.

Un piano si regge sulle relazioni, più le scelte sono chiare e ben raccontate, più il confronto tra enti, imprese, professionisti e cittadini diventa possibile.

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