Le bandiere simbolo della pace fanno il loro ingresso nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali di Bari. Su iniziativa dell’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola, a partire da ieri e per i prossimi giorni i vessilli saranno esposti negli spazi educativi cittadini, come segno concreto di attenzione e impegno verso i valori della convivenza, del dialogo e della non violenza, fin dalla primissima età.
L’iniziativa nasce con un forte valore simbolico e pedagogico e si inserisce in un anno particolarmente significativo: il 2026, che segna gli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana e gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e figura universale di pace, dialogo e rispetto per ogni forma di vita.
A accompagnare la consegna delle bandiere alle comunità scolastiche ed educative, una lettera dell’assessore Lacoppola, indirizzata a educatrici, insegnanti, bambine e bambini, nella quale si ribadisce il ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di una società più giusta e pacifica.
«La pace non è solo assenza di guerra, ma un modo di vivere – scrive Lacoppola – nel linguaggio che usiamo, nelle relazioni che costruiamo, nel rispetto che mostriamo verso gli altri e verso il mondo». Un messaggio che richiama direttamente l’eredità di San Francesco e i valori fondanti della Costituzione italiana: libertà, democrazia, uguaglianza e pace.
Nel testo, l’assessore sottolinea come proteggere l’infanzia significhi proteggere la pace, ricordando che i più piccoli sono quotidianamente esposti, anche indirettamente, alle immagini e ai racconti dei conflitti che attraversano il mondo. «Viviamo in un tempo in cui la guerra è diventata troppo presente nelle nostre giornate – si legge – e il rischio è che venga normalizzata, perdendo la sua gravità. Ma la guerra non è mai normale».
Da qui il ruolo fondamentale della scuola e dei luoghi educativi, chiamati a ridare senso alle parole, aiutare a comprendere la realtà con cura e responsabilità e mostrare che esistono alternative al conflitto: ascolto, cooperazione, solidarietà, rispetto delle differenze.
«Educare alla pace non significa nascondere la realtà – evidenzia Lacoppola – ma accompagnare bambine e bambini a comprenderla, insegnando che il conflitto può essere attraversato senza violenza e che le differenze non sono una minaccia, ma una ricchezza».
Per il Comune di Bari, la conoscenza e l’istruzione rappresentano i primi strumenti di pace: ogni aula è un laboratorio di cittadinanza e ogni relazione educativa un investimento sul futuro. L’esposizione delle bandiere nei nidi e nelle scuole d’infanzia diventa così un gesto semplice ma potente, capace di trasformarsi in occasione quotidiana di dialogo, riflessione e crescita.
«La pace – conclude l’assessore – non è una parola fragile, ma una scelta forte. Educare alla pace oggi significa difendere il futuro di tutti».

