Dal 5 all’8 febbraio 2026, si terrà in Puglia e Basilicata la terza edizione degli Stati Generali del Patrimonio Industriale, evento nazionale dedicato alla conoscenza, tutela e rigenerazione del patrimonio produttivo storico. Dopo le edizioni del 2018 nel Nord-Est e del 2022 nel Lazio, l’appuntamento approda per la prima volta nel Sud Italia, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio “diffuso e stratificato” a lungo sottovalutato.
L’evento, organizzato da AIPAI (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), Politecnico di Bari, Università della Basilicata e CNR, con il patrocinio dei Ministeri della Cultura e delle Imprese, si articolerà in quattro giornate tra Bari, Matera e Lecce, coinvolgendo studiosi, amministratori pubblici, professionisti e associazioni.
Programma delle giornate
- Bari (5-7 febbraio): Le sessioni principali si terranno al Politecnico di Bari. L’inaugurazione è prevista giovedì 5 febbraio alle ore 9:00 nell’Aula Magna “Attilio Alto”, con i saluti del Rettore Umberto Fratino, del Sindaco Vito Leccese e dei presidenti degli Ordini professionali.
- Matera (6 febbraio): Una giornata di lavori presso l’Università della Basilicata.
- Lecce (8 febbraio): Conclusione al Museo Archeo Industriale Di Terra D’Otranto di Maglie.
I temi al centro del dibattito
Il congresso si svilupperà attorno a dieci aree tematiche interdisciplinari, tra cui:
- Città e paesaggi dell’industria.
- Restauro e conservazione del patrimonio industriale.
- Riuso e rigenerazione di aree dismesse.
- Storia, cultura e memoria del lavoro (archivi, musei).
- Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale applicate al patrimonio.
- Turismo industriale e percorsi culturali.
L’obiettivo è promuovere il patrimonio industriale non solo come testimonianza storica, ma come risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori, attraverso modelli di governance che coniughino tutela, innovazione e partecipazione delle comunità.
L’evento rappresenta un’importante occasione per costruire reti tra università, enti di ricerca e istituzioni, rafforzando il ruolo della formazione nella diffusione di una cultura consapevole del valore di questo patrimonio.

