Trionfo pugliese al concorso nazionale “Architetture Fortificate” 2025. Cinque neoarchitetti del Politecnico di Bari si aggiudicano il Primo Premio Nazionale con una tesi dedicata alla conservazione, restauro e valorizzazione del Castello Svevo-Aragonese di Brindisi, emblema storico e simbolico della città. La Commissione dell’Istituto Italiano dei Castelli – ente riconosciuto da UNESCO, Consiglio d’Europa e Europa Nostra – ha premiato il lavoro per l’eccellenza metodologica e la qualità progettuale.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 18 ottobre a Udine, presso l’Università, alla presenza di rappresentanti accademici e istituzionali. Il riconoscimento è andato ai laureati Francesca Strippoli e Gabriele Liddo (Andria), Grazia Chiarello (Corsano), Astro Ferrante (Sannicandro di Bari) e Roberta Lamorgese (Capurso), autori della tesi “Architetture fortificate in Terra d’Otranto. Il Castello Grande di Brindisi”, sviluppata nel Laboratorio di Laurea in Restauro del Poliba sotto la guida della prof.ssa Rossella de Cadilhac, relatrice del progetto.


Un premio di prestigio nazionale

Alla XXVIII edizione del concorso hanno partecipato 24 tesi di ricerca provenienti da atenei di tutta Italia. Al secondo posto ex aequo si sono classificati i laureati dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara e dell’IUAV di Venezia, mentre la Ca’ Foscari di Venezia ha conquistato la terza posizione. Quattro le menzioni speciali, tra cui anche una seconda tesi del Politecnico di Bari, firmata da Valentina Dell’Olio, dedicata a “L’isola di Sant’Andrea a Loppio. Il progetto topografico nei luoghi dell’antico”.


Il Castello, cuore della memoria brindisina

Il progetto dei giovani architetti del Poliba è un viaggio attraverso dieci secoli di storia e stratificazioni costruttive del Castello Grande di Brindisi – noto anche come Castello Svevo o di Terra – oggi sede della Marina Militare Italiana. La tesi, articolata in oltre 300 pagine di analisi e proposte, ricostruisce l’evoluzione dell’imponente complesso difensivo dal periodo pre-normanno fino al Novecento, evidenziando le trasformazioni avvenute nei diversi contesti storici: dall’età sveva di Federico II, all’epoca aragonese e spagnola, fino agli adattamenti militari e penitenziari dei secoli successivi.

Fondamentale, per la ricerca, la collaborazione con la Marina Militare, che ha consentito un rilievo architettonico diretto e dettagliato del sito, tuttora presidiato dal 1909 e oggi sede del Comando di Divisione e della Brigata San Marco.


Un progetto tra memoria, tutela e futuro

L’elaborato affronta in modo integrato i temi della conservazione, del restauro e della riqualificazione funzionale, proponendo soluzioni mirate a garantire la salvaguardia delle testimonianze storiche e, al tempo stesso, a favorire la fruizione pubblica del monumento, in equilibrio con le esigenze operative della Marina.

L’idea guida è quella di ricucire il rapporto tra il Castello e la città, oggi interrotto, restituendo al complesso il ruolo di fulcro identitario e culturale della comunità brindisina. Gli autori hanno sviluppato tre itinerari tematici che raccontano l’evoluzione urbanistica e storica del territorio:

  • “Brindisi Fortificata”, dedicato alla scoperta delle antiche mura e del fossato cittadino;
  • “Brindisi Archeologica”, che valorizza le testimonianze romane e medievali;
  • “Brindisi Portuale”, un percorso narrativo lungo i due seni del porto interno, tra storia navale e memoria recente.

Il fossato come nuovo spazio urbano

Elemento centrale del progetto è la riqualificazione del fossato urbano a sud-ovest del Castello, individuato come punto di mediazione tra il monumento e il tessuto cittadino. Qui nasce un nuovo percorso pedonale: un ponte in acciaio e legno collega il piano della città alla parte alta del fossato, trasformando l’antica barriera difensiva in luogo di incontro e scoperta, spazio di sosta e di cultura.

Il percorso museale proposto si sviluppa in verticale, dalla quota del fossato fino alle terrazze panoramiche, passando per la piazza d’armi e le grandi sale interne, pensate per esposizioni e attività didattiche. Un intervento che unisce rigore storico e innovazione progettuale, secondo i principi della moderna teoria del restauro.


Le motivazioni della Commissione

La giuria del concorso ha così motivato il Primo Premio:

“La tesi, frutto di un’efficace collaborazione di gruppo, parte da un’accurata e approfondita lettura del Castello Grande di Brindisi, con particolare attenzione alle trasformazioni formali e funzionali delle strutture, alla loro relazione con il contesto territoriale e alle condizioni di conservazione del complesso. Le proposte progettuali, coerenti con le premesse di studio, mirano al recupero dell’unitarietà del Castello e alla sua fruizione ampliata come simbolo della memoria collettiva di Brindisi.”


Un riconoscimento al valore della ricerca

Con questo successo, il Politecnico di Bari si conferma punto di riferimento nazionale per la formazione e la ricerca nel campo del restauro architettonico e della valorizzazione del patrimonio storico.
Un risultato che premia la competenza tecnica, la sensibilità culturale e la visione progettuale dei giovani architetti pugliesi, capaci di coniugare studio, storia e innovazione in un progetto che guarda al futuro del Castello e della città di Brindisi.


Le tesi finaliste e premiate saranno pubblicate sul sito ufficiale dell’Istituto Italiano dei Castelli: www.istitutoitalianocastelli.it

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