Il nuovo libro,  “Sguardi. L’attualità in questione”, di Sergio D’Angelo, sociologo e formatore, presidente dell’Associazione Italiana Formatori di Puglia, verrà presentato giovedì 15 maggio a Bari, alle 17.30, al caffè letterario della Portineria 21 (via Cairoli,137). Un viaggio quello del sociologo e del suo libro che ha già toccato diverse città della Puglia e della Campania. La pubblicazione, in libreria da qualche settimana, è edita da Edizioni Giuseppe Laterza.

Il volume raccoglie scritti e saggi pubblicati nel corso di dieci anni, rielaborati per offrire una riflessione critica e originale sul nostro presente. Con uno stile insieme colto e accessibile, D’Angelo affronta alcuni dei temi centrali della contemporaneità: libertà e azione, educazione, creatività, trasformazioni del lavoro, relazioni sociali, potere, emozioni collettive, sogni, utopie.
Attraverso il linguaggio della sociologia, della filosofia e della psicoanalisi, l’autore invita a scorgere le “crepe dell’attualità”, a uscire dal senso comune per immaginare altri modi di essere nel mondo.In “Sguardi” Sergio D’Angelo raccoglie riflessioni maturate nell’arco di un decennio, nate come saggi brevi pubblicati su riviste e quotidiani. Ne emerge un affresco critico del nostro tempo, affrontato con sguardo sociologico, filosofico e antropologico. Il libro non si limita a registrare fenomeni dell’attualità, ma li interroga, li disturba, li scardina dal senso comune. La sua forza sta nella capacità di accostare frammenti di realtà con una lente teorica che privilegia il dubbio e la domanda, più che la risposta.

La chiave di lettura è relazionale. In queste pagine la vergogna è un affetto sociale, il sogno una pratica politica, il linguaggio una leva di trasformazione. I temi sono numerosi e profondi: la libertà e l’azione, il lavoro che muta, la scuola come spazio di formazione alla vita, la pandemia come trauma collettivo, il potere e le sue illusioni, le famiglie in transito, l’utopia, Napoli.
L’attualità non è qui rappresentata come un susseguirsi di notizie, ma come un campo simbolico da attraversare con spirito critico. L’autore rifiuta l’idea che ciò che accade oggi sia inevitabile, ineluttabile, e scommette sulla possibilità di cambiare il corso delle cose: attraverso il linguaggio, la creatività, la phronesis. Le riflessioni proposte non vogliono convincere, ma evocare, aprire, provocare. Non si ergono su un piedistallo accademico, ma nemmeno scadono nel moralismo. Propongono un pensiero impertinente, mai gratuito.

D’Angelo ci invita a “vedere le crepe” dell’attualità, quelle fessure in cui può insinuarsi il pensiero critico. “Sguardi” è dunque un esercizio di attenzione e di cura: per le parole, per le relazioni, per ciò che accade dentro e fuori di noi. È un libro che non dà risposte ma suscita domande, che non rassicura ma inquieta. Un atto di resistenza gentile e necessaria contro l’oblio del presente.

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