La Fondazione Nord Est, centro studi e ricerche promosso da Confindustria, ha reso noto un report che disegna l’emigrazione dei giovani dall’Italia verso l’estero oppure dal sud verso il nord. Ne emerge un quadro definito, con quasi 24 mila ragazzi che sono andati via dalla Puglia per cercare un futuro migliore.

I Numeri della Fuga

Tra il 2011 e il 2023, la provincia di Bari ha visto emigrare un numero significativo di giovani, che hanno preferito trasferirsi al Nord Italia o all’estero per sfuggire a una situazione economica stagnante. Il saldo migratorio netto per Bari in questo periodo è preoccupante: migliaia di giovani laureati e professionisti, non trovando sbocchi adeguati nel territorio, hanno cercato fortuna altrove.

La Fondazione Nord Est sottolinea che l’emigrazione giovanile non riguarda solo i laureati, ma coinvolge anche diplomati e giovani lavoratori qualificati che percepiscono una mancanza di prospettive adeguate nel mercato del lavoro locale. Questo trend non solo impoverisce il tessuto sociale e produttivo della città, ma rappresenta anche una perdita economica per l’intera regione, che investe nella formazione dei suoi giovani senza poter beneficiare dei frutti di questo investimento.

Le cause della partenza

Tra le ragioni principali che spingono i giovani baresi a partire spiccano le difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro locale e la mancanza di opportunità di crescita professionale. Gli stipendi medi inferiori rispetto alle regioni settentrionali, un mercato del lavoro più dinamico al nord e all’estero, e la percezione di una migliore qualità della vita sono tra i fattori che rendono il trasferimento un’opzione allettante.

In particolare, per i giovani meridionali il trasferimento verso le regioni del nord assume spesso i contorni dell’emigrazione definitiva, anche se molti mantengono formalmente la residenza in Puglia. Questo fenomeno, definito come “brain drain” o fuga di cervelli, impoverisce il territorio pugliese di competenze e talenti, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.

Le prospettive per il futuro

La necessità di intervenire è evidente: senza politiche efficaci per trattenere i giovani e attrarre talenti dall’esterno, Bari rischia di vedere amplificata questa emorragia di risorse umane. Investire in infrastrutture, innovazione e formazione continua sono solo alcune delle misure che potrebbero invertire la tendenza. Inoltre, serve creare un ecosistema imprenditoriale più favorevole, con incentivi per le start-up e supporto all’innovazione, potrebbe offrire ai giovani baresi nuove prospettive di crescita professionale senza dover lasciare la propria terra.

Conclusione

La sfida per Bari e per l’intera Puglia è quella di rendere il territorio attrattivo non solo per i giovani che desiderano restare, ma anche per quelli che potrebbero tornare con un bagaglio di esperienze e competenze acquisite altrove. Solo con una strategia a lungo termine, che sappia valorizzare e trattenere i propri talenti, Bari potrà invertire questa tendenza e costruire un futuro più prospero per le nuove generazioni.

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