Francesco Paolicelli, presidente della IV Commissione Sviluppo Economico della Regione Puglia ed esponente del Partito Democratico, ha preso parte attiva alla campagna di raccolta firme indetta per opporsi al progetto di Autonomia Differenziata. L’evento si è svolto nel quartiere di Torre a Mare, a Bari, dove un banchetto è stato allestito per permettere ai cittadini di esprimere il proprio dissenso.
L’Autonomia Differenziata è una riforma che permetterebbe alle regioni del Nord Italia di avere maggiori poteri e risorse rispetto al resto del Paese, una proposta che ha suscitato non poco dibattito sul piano nazionale. Critici della riforma, come Paolicelli, sostengono che tale misura potrebbe accentuare le disparità già esistenti tra le diverse regioni italiane, minando l’unità e la coesione del paese.
La raccolta firme a Bari si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione che sta coinvolgendo diverse città italiane, con l’obiettivo di portare la questione dell’Autonomia Differenziata al vaglio popolare attraverso un referendum. L’adesione di figure istituzionali alla campagna riflette la volontà di un dibattito approfondito e di una decisione democratica che tenga conto delle preoccupazioni e delle aspettative di tutti i cittadini italiani.
“L’Autonomia differenziata – dichiara Paolicelli – è una riforma ingiusta, pensata esclusivamente per sferrare il colpo di grazia al Mezzogiorno. La ritengo una riforma non solo scritta male, ma anche molto pericolosa, perché mina l’unità di questo Paese e la nostra Costituzione. Pensare di lasciare indietro territori solo perché storicamente sfavoriti rispetto ad altri, principio alla base della riforma, è quanto di più eversivo e ingiusto ci sia. Già a gennaio, in vista dell’avvio dell’iter legislativo, avevo rivolto a tutti i parlamentari del Sud un appello per mettersi una mano sulla coscienza, senza ottenere i risultati sperati. Per questo, ringrazio tutte le forze che in Puglia hanno dato vita al comitato referendario e auspico che tutta l’Italia, da Nord a Sud, dica no a una riforma ingiusta e impopolare”.
In conclusione, l’evento di Torre a Mare non è stato solo un’occasione per raccogliere firme, ma anche un momento di dialogo e riflessione sulla direzione futura del territorio.
