La vertenza Natuzzi torna al centro del confronto istituzionale. Dopo mesi di tensioni e dialogo interrotto tra azienda e organizzazioni sindacali, al tavolo convocato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio, insieme alla Task Force regionale Occupazione presieduta da Leo Caroli, le parti sono tornate a discutere del futuro del gruppo e dei lavoratori coinvolti.
L’incontro rappresenta un passaggio non secondario in una crisi industriale che riguarda uno dei marchi simbolo del mobile imbottito pugliese e, più in generale, un pezzo significativo della manifattura del Mezzogiorno.
Il piano industriale: innovazione e riorganizzazione
Sulla base delle linee guida scaturite dalle riunioni precedenti, Natuzzi ha illustrato un piano di investimenti incentrato su innovazione e ricerca. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività dell’azienda, migliorare processi produttivi e qualità del prodotto, valorizzare la formazione continua e recuperare efficienza organizzativa.
L’azienda si è detta disponibile ad aprire un confronto con i sindacati per affrontare le criticità organizzative che incidono sulla capacità produttiva e per rimuovere gli ostacoli evidenziati al tavolo.
In merito all’assetto industriale, Natuzzi ha dichiarato la chiusura di un solo stabilimento. Una decisione che, pur limitando l’impatto rispetto alle ipotesi più drastiche circolate nei mesi scorsi, conferma comunque una fase di riorganizzazione significativa.
La ristrutturazione dovrebbe includere anche una revisione dei turni di lavoro, con l’obiettivo di eliminare le cause che rendono l’attività improduttiva. Il nodo resta quello dell’efficienza, in un settore che soffre la concorrenza internazionale e l’aumento dei costi di produzione.
Esuberi e incentivi all’esodo
Sul fronte occupazionale è stato confermato il ricorso agli incentivi all’esodo su base volontaria. L’azienda si è impegnata a valutare la richiesta sindacale di aumentare l’indennità economica prevista per i lavoratori interessati. Il tema degli esuberi resta uno dei punti più delicati della vertenza Natuzzi. La gestione degli organici dovrà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e tutela delle competenze maturate negli anni nei siti produttivi pugliesi e lucani. Per il territorio barese e per l’intero distretto del mobile imbottito, la salvaguardia dell’occupazione non è solo una questione sociale ma anche industriale: significa preservare know-how e filiera.
Reshoring e strumenti di sostegno
Un passaggio rilevante dell’incontro riguarda il reshoring. Natuzzi ha accettato l’ipotesi di non interrompere il processo di ritorno delle produzioni in Italia dalla Romania e di sospendere le decisioni aziendali precedentemente assunte, in attesa degli esiti delle misure regionali e nazionali finalizzate a contenere i costi di trasformazione.
Sarà valutato l’accesso agli strumenti disponibili, tra cui il contratto di sviluppo e le misure previste dall’articolo 4 ter del decreto legge 18/2024, compatibilmente con i requisiti richiesti e attraverso un’interlocuzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Si tratta di un passaggio strategico: se il reshoring verrà effettivamente sostenuto da misure concrete, potrebbe rappresentare un segnale di rilancio produttivo per il territorio.
La posizione della Regione
Al termine dell’incontro, l’assessore Eugenio Di Sciascio ha dichiarato:
“L’incontro di oggi con l’azienda Natuzzi e i sindacati, insieme alla task force regionale Occupazione, guidata da Leo Caroli, rappresenta un passo avanti importante – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio -. Non siamo ancora al traguardo di un’intesa definitiva, ma abbiamo rimesso in moto il confronto. E questo è un risultato tutt’altro che scontato, dopo mesi in cui il dialogo tra azienda e sindacati si era impantanato. Sono già stati calendarizzati nuovi incontri tra azienda e sindacato, sulla scorta dei passi in avanti fatti oggi, ovvero il 23 e il 25 febbraio, in vista dell’appuntamento presso il Mimit del 2 marzo prossimo. Questo è il segnale concreto di una ripresa delle relazioni industriali, condizione indispensabile per costruire una soluzione condivisa e duratura. Come Regione esprimiamo soddisfazione per l’apertura e il senso di responsabilità dimostrati dalle parti. Ora serve continuità nel confronto e la volontà di entrare nel merito delle questioni.
Inoltre – conclude Di Sciascio -, d’intesa con la Regione Basilicata, convocheremo a breve un tavolo del distretto del mobile imbottito pugliese e lucano. Vogliamo fare il punto sul patto di legalità, rafforzare il ruolo delle micro e piccole imprese e ribadire la centralità di Natuzzi e delle aziende storiche del territorio. È un percorso che può produrre effetti concreti già nel breve periodo e che intendiamo sostenere con determinazione”.
Una crisi che riguarda l’intero sistema produttivo
La vertenza Natuzzi non è solo una questione aziendale. Riguarda l’intero distretto del mobile imbottito pugliese e lucano, un comparto che negli anni ha rappresentato un’eccellenza del Made in Italy. La sfida ora è trasformare la ripresa del dialogo in un accordo concreto che garantisca sostenibilità industriale, salvaguardia dell’occupazione e rilancio competitivo. Le prossime date, il 23 e 25 febbraio e soprattutto l’incontro al Mimit del 2 marzo, saranno decisive per capire se il confronto potrà tradursi in una soluzione strutturale.

