Bari nel 2025 si conferma tra le principali destinazioni turistiche del Sud Italia. Non è più soltanto una sensazione diffusa tra operatori e cittadini ma una realtà certificata dai dati ufficiali diffusi dal Comune di Bari.

Secondo i numeri raccolti attraverso il portale PayTourist, nell’ultimo anno sono stati oltre un milione e 66mila gli ospiti registrati, per un totale di più di 2 milioni di pernottamenti.

Un dato che segna una crescita del 25% rispetto al 2024, raccontando di una città sempre più attrattiva e competitiva sul piano turistico. La durata media del soggiorno è di 2,4 giorni, segnale di un turismo che non è più soltanto di passaggio ma che inizia a fermarsi, a esplorare, a vivere Bari.

La componente principale resta quella italiana, pari al 26,88% degli arrivi, con una forte presenza di famiglie. Tuttavia, il dato più interessante riguarda il turismo internazionale: cresce in modo significativo la Polonia, che rappresenta il 12% degli arrivi, mentre si consolidano le presenze dagli Stati Uniti, al 3,8%. Bari sta diventando una città riconoscibile anche oltre i confini nazionali.

Sul piano economico, il turismo ha prodotto quasi 5 milioni di euro di tassa di soggiorno, una leva importante per le politiche future. Risorse che, come annunciato dall’assessore Pietro Petruzzelli, saranno reinvestite per rafforzare questo percorso di crescita. Un impegno che ora richiede coerenza e visione, perché i numeri da soli non bastano: vanno accompagnati da scelte strategiche.

Ed è qui che si apre la vera sfida sul turismo.

Bari cresce ma ora deve destagionalizzare. Non può vivere solo di grandi eventi concentrati nei mesi estivi o nei soliti momenti clou dell’anno. Serve una programmazione capace di distribuire flussi turistici durante tutto l’arco dei dodici mesi, puntando su cultura, musica, formazione, sport e appuntamenti di business anche fuori stagione.

Allo stesso tempo, è necessario ampliare lo sguardo oltre i luoghi tradizionali dell’attrazione turistica. Le periferie possono e devono diventare parte del racconto della città, spazi di sperimentazione culturale e sociale, capaci di generare nuove occasioni di visita e di incontro.

Quello che si apre davanti a Bari è un lavoro collettivo. Parte dalle istituzioni ma deve coinvolgere il tessuto privato: operatori turistici, imprese culturali, associazioni, professionisti. Il 2025 dimostra che la città sa attrarre ma il 2026 dirà se Bari saprà trasformare questa crescita in un modello solido, diffuso e duraturo.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

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