Muratcentoventidue Artecontemporanea presenta “Trees”, una mostra collettiva che dal 21 febbraio al 31 marzo 2026 invita il pubblico a riflettere sul ruolo centrale dell’albero come organismo vitale, simbolo etico e modello di resilienza per il futuro del pianeta. L’inaugurazione è in programma sabato 21 febbraio alle ore 19.00 negli spazi della galleria in via Gioacchino Murat 122/b, a Bari. L’ingresso è gratuito e la visita è possibile su appuntamento.

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La mostra riunisce artisti di provenienze e linguaggi diversi — Manolis Baboussis, Lydia Dambassina, Lello Gelao, Gabriela Golder, Carolina Jonsson, Clare Langan, Margarida Paiva — accomunati da una ricerca che supera la visione antropocentrica e restituisce all’elemento vegetale un ruolo attivo, intelligente e relazionale. L’albero non è più semplice sfondo, ma co-autore dell’opera e testimone silenzioso delle urgenze ambientali contemporanee.

Il percorso espositivo dialoga idealmente con la storia dell’arte contemporanea, dal pensiero ecologico di Joseph Beuys alle indagini di Giuseppe Penone sulla memoria della materia, fino alle ricerche più recenti che svelano le reti sotterranee di comunicazione delle foreste, il cosiddetto Wood Wide Web. Fotografia, video, installazione e pittura diventano strumenti per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: il legame profondo tra biosfera e identità umana.

Tra le opere in mostra, Manolis Baboussis presenta una versione rimodulata di They Grew Together, installazione che mette in scena la tensione tra natura e architettura attraverso il confronto simbolico tra cemento e tronchi d’albero. Lydia Dambassina, con il video Lorem Ipsum, trasforma gli alberi in presenze spettrali, denunciando la frattura ecologica prodotta dall’antropizzazione. Lello Gelao affida alla pittura una riflessione intima e sospesa, dove gli alberi diventano paesaggi dell’anima.

La videoarte di Gabriela Golder affronta invece il tema della distruzione ambientale come trauma collettivo, documentando nel lavoro Tierra Quemada le ferite lasciate dagli incendi in Cile. Carolina Jonsson esplora il rapporto tra infanzia, tempo e paesaggio, mentre Clare Langan, con The Heart of a Tree, immagina un futuro distopico in cui l’aria diventa una risorsa da riconquistare. Chiude il percorso la dimensione onirica e mistica di Margarida Paiva, che nella serie I Am The Forest fonde corpo umano e natura in un’unica identità simbolica.

Trees si propone così come un invito urgente alla consapevolezza, un attraversamento poetico e politico che restituisce all’albero la sua complessità vitale e ci chiama a ripensare il nostro posto nel mondo naturale.

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