Sabato 8 novembre, la comunità di Toritto si è riunita nella Chiesa Madre “San Nicola” per un evento di grande valore storico e spirituale: la presentazione e benedizione della statua d’argento di San Rocco, recentemente restaurata. La cerimonia ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, oltre a numerosi cittadini, tutti uniti nel celebrare un simbolo di devozione e tradizione.
Il progetto di restauro era stato annunciato durante la festa patronale del 2024, in occasione del centenario della statua (1924–2024), celebrato insieme agli emigrati torittesi che avevano contribuito alla sua realizzazione. Fu in quell’occasione che Don Nicola Mastrandrea, parroco di Toritto, invitò la comunità a restituire splendore a questo prezioso simbolo di fede. Grazie all’impegno e alla generosità di molti, quel sogno è oggi realtà.
La statua, realizzata in lamina d’argento 900 e dal peso di 30 kg, è opera dell’Argentario di Milano, Ditta Antonio Ghezzi e Figlio. Raffigurante San Rocco con abito da pellegrino, bastone e piaga sulla gamba, rappresenta un capolavoro di arte sacra e il simbolo della dedizione ai malati. Il restauro ha riportato alla luce i dettagli originali, preservandone la bellezza e il significato per le generazioni future.
Restaurare opere storiche e artistiche di inestimabile valore non significa solo conservazione, ma anche rafforzamento dei legami comunitari e del senso di appartenenza tra generazioni. Durante l’evento, Don Nicola Mastrandrea ha annunciato i prossimi progetti di restauro, già in fase di autorizzazione presso la Soprintendenza: la Naca di Cristo, il baldacchino dell’Addolorata e la vetrata del portone della Chiesa Madonna degli Angeli a Quasano.
La cerimonia è iniziata con una solenne Santa Messa, seguita da una conferenza che ha arricchito il momento di fede e cultura. Don Nicola Mastrandrea ha espresso la gioia per il completamento del restauro, mentre Loredana Scarangella, priora della Confraternita San Rocco, ha raccontato la storia e il valore simbolico della statua. La Prof.ssa Marianna Scarangella ha offerto approfondimenti storici, mentre le restauratrici Maria Antonia Petrafesa e Anna Dezio hanno illustrato le tecniche impiegate con competenza e passione.
La Dott.ssa Francesca Romana Paolillo, Soprintendente per la Città Metropolitana di Bari, ha sottolineato l’importanza della tutela del patrimonio artistico e religioso, mentre la Dott.ssa Giovanna Cacudi, Funzionario Responsabile dei Restauri, ha illustrato il ruolo della Soprintendenza nel progetto.
Presenti anche le autorità civili e militari: gli Assessori Franco Cotrone e Mariangela Scarangella, in rappresentanza del Comune, e le Forze Armate insieme all’Arma dei Carabinieri. L’Assessore Scarangella ha dichiarato che il restauro vuole riportare alle origini i valori cristiani che da sempre animano la comunità torittese.
Il restauro della statua non è stato solo un atto di conservazione artistica, ma un gesto d’amore e di fede. Esso rappresenta la devozione secolare della comunità di Toritto al proprio compatrono, pellegrino della carità e protettore nelle difficoltà. San Rocco rimane un modello di umiltà, servizio e fiducia in Dio.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto ai confratelli, alle consorelle e ai devoti, alle restauratrici Maria Antonia Petrafesa e Anna Dezio, a Don Nicola Mastrandrea, alla Dott.ssa Paolillo, alla Dott.ssa Cacudi, all’Amministrazione Comunale, alle autorità militari e agli emigrati torittesi, il cui contributo ha reso possibile la realizzazione della statua e continua a rappresentare un ponte tra la comunità e il mondo.
Come ricorda l’Apostolo Paolo: “Dio ama chi dona con gioia”. La serata si è conclusa tra gratitudine e condivisione, lasciando nei partecipanti la consapevolezza dell’importanza di custodire la memoria collettiva e la fede. La Chiesa Madre “San Nicola” ha aperto le sue porte a tutti, invitando la comunità a continuare a vivere e celebrare questa preziosa eredità di cultura, storia e spiritualità.

