Un’intera giornata dedicata al benessere psicologico, all’inclusione e alla costruzione di pratiche cliniche realmente accoglienti per le persone LGBTQIA+. Venerdì 23 gennaio, dalle 9 alle 18, l’aula Leogrande del Centro Polifunzionale dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” ospiterà il convegno “Intervento clinico e supporto psicologico per le persone LGBTQIA+”, promosso dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Regione Puglia.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di approfondire i principali nodi clinici, relazionali ed etici che attraversano il lavoro psicologico con persone LGBTQIA+, ponendo al centro il tema del minority stress, delle discriminazioni sistemiche e delle esperienze di stigmatizzazione che possono incidere in modo significativo sulla salute mentale ed emotiva. Un focus particolare sarà dedicato agli approcci terapeutici più efficaci, capaci di riconoscere e valorizzare le diverse identità di genere e gli orientamenti sessuali, superando modelli patologizzanti o stereotipati.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di rappresentanti di primo piano del mondo accademico e sanitario: il Magnifico Rettore dell’Università di Bari Roberto Bellotti, Giuseppe Vinci, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia, Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Bari e presidente nazionale dell’OMCeO, Francesca Romana Recchia Luciani, delegata del Rettore alle Politiche di genere e Gender Audit, e Carla Spinelli, presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’UniBa.
Nel corso della giornata, relazioni e momenti di confronto affronteranno il tema della competenza culturale nella pratica clinica, sottolineando l’importanza di creare spazi terapeutici sicuri, rispettosi e non giudicanti, in cui le persone possano sentirsi riconosciute nella propria identità. Un approccio che non riguarda solo la tecnica, ma una postura professionale consapevole, capace di incidere concretamente sui percorsi di cura.
«La formazione di psicologhe e psicologi attenti e preparati – sottolinea Giuseppe Vinci – rappresenta una responsabilità etica e professionale imprescindibile. Promuovere salute mentale ed equità significa anche saper leggere le disuguaglianze e contrastarle attraverso pratiche cliniche aggiornate e inclusive».
Il convegno si propone così come un luogo di dialogo e crescita professionale, ma anche come un segnale culturale forte: la salute mentale passa dal riconoscimento delle differenze e dalla capacità delle istituzioni di farsi promotrici di diritti, benessere e dignità per tutte e tutti.

