Il Teatro Piccinni di Bari si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più intensi della stagione di prosa: “Riccardo III” di William Shakespeare, nella rilettura firmata da Antonio Latella, con Vinicio Marchioni nel ruolo del protagonista. Lo spettacolo sarà in scena da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio, in esclusiva regionale, all’interno della stagione Umano Collettivo promossa dal Comune di Bari in collaborazione con Puglia Culture.
Prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e da LAC Lugano Arte e Cultura, il lavoro ha debuttato lo scorso autunno a Perugia e prosegue ora il suo percorso nei principali teatri italiani, portando sul palco una delle figure più enigmatiche e disturbanti del teatro shakespeariano.
Un Riccardo affascinante, lontano dai cliché
La regia di Antonio Latella sceglie di liberare Riccardo III dalla tradizionale lettura legata alla deformità fisica, per restituire al pubblico un personaggio seducente, colto, pericolosamente magnetico. Il male non è mostrato come disarmonia, ma come bellezza capace di attrarre e convincere. È una visione che sposta il conflitto dal corpo alla parola, dal gesto alla retorica, interrogando lo spettatore sul modo in cui il potere si costruisce e si legittima.
Vinicio Marchioni, attore di solida formazione teatrale e volto molto amato dal pubblico, affronta Riccardo come un maestro di persuasione, un uomo che domina la scena attraverso il linguaggio, l’intelligenza e il controllo delle relazioni. La sua non è una lotta per la corona in senso stretto, ma una battaglia più sottile: quella per la sottomissione degli altri, in particolare del femminile, che sarà anche la chiave della sua rovina.
Un cast corale e una macchina scenica imponente
Accanto a Marchioni, un cast numeroso e accuratamente scelto dà corpo all’universo tragico dell’opera: regine ferite, principi destinati al sacrificio, consiglieri ambigui e figure di passaggio che diventano ingranaggi essenziali del meccanismo del potere. Ogni personaggio trova una propria autonomia artistica, contribuendo a uno spettacolo di ampio respiro, della durata di circa due ore e quaranta minuti, che alterna tensione, ironia e momenti di crudele bellezza.
Particolarmente significativa è la presenza del personaggio del Custode, ampliato nella drammaturgia: non semplice servitore, ma guardiano di un giardino simbolico, luogo della bellezza e del peccato, pronto a tutto pur di garantirne la sopravvivenza.
La parola come arma assoluta
Al centro della messinscena c’è la forza performativa del linguaggio, elemento che Latella mette in primo piano grazie anche alla traduzione di Federico Bellini, che consente variazioni ritmiche e passaggi quasi da commedia, prima di sprofondare nella tragedia. La parola diventa seduzione, inganno, promessa e condanna: è attraverso di essa che Riccardo conquista, manipola e distrugge.
Questo Riccardo III non chiede allo spettatore di prendere le distanze dal male, ma lo invita a riconoscerne il fascino, a interrogarsi su quanto sia facile lasciarsi convincere da una bellezza intelligente e opulenta.
Teatro e formazione
In parallelo alle repliche, lo spettacolo è affiancato da un percorso di approfondimento sul teatro contemporaneo, rivolto al mondo della formazione artistica. Nell’ambito del progetto Dal palcoscenico alla platea, sviluppato da Puglia Culture con l’Accademia di Belle Arti di Bari, è previsto un incontro dedicato agli studenti di scenografia, con focus sul lavoro tecnico e visivo dello spettacolo.
Con Riccardo III, il Teatro Piccinni ospita un evento di grande spessore artistico, che restituisce tutta la modernità, la crudeltà e il fascino perturbante del capolavoro shakespeariano, confermando Bari come uno dei poli centrali della scena teatrale nazionale.

