Si apre oggi, lunedì 2 febbraio, la nuova legislatura del Consiglio regionale della Puglia. Un appuntamento atteso, non solo per il valore istituzionale della prima seduta, ma soprattutto per il discorso del neo presidente della Regione, Antonio Decaro, tornato a sedere nei banchi regionali tredici anni dopo la sua esperienza da consigliere.
Il clima è quello delle grandi aspettative. I pugliesi guardano a questo avvio di legislatura con una domanda che pesa più di tutte: la sanità.
Un tema che Decaro conosce bene e che difficilmente mancherà nel suo intervento inaugurale. Negli ultimi anni il sistema sanitario regionale è diventato il principale terreno di sofferenza per cittadini e famiglie, tra liste d’attesa interminabili, carenza di personale e difficoltà di accesso alle cure pubbliche. È su questo fronte che il nuovo governo regionale sarà chiamato a dare risposte rapide e credibili.
Accanto ai contenuti, però, la giornata di oggi sarà anche un test politico. Riflettori puntati sugli incarichi istituzionali e sulla tenuta degli accordi costruiti nelle settimane successive al voto. Secondo le intese raggiunte, Toni Matarrelli dovrebbe essere eletto presidente del Consiglio regionale, affiancato dai due vicepresidenti Elisabetta Vaccarella (Partito Democratico) e Renato Perrini (Fratelli d’Italia).
Una scelta che, di fatto, non recepisce l’indicazione della segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, che aveva sollecitato un riequilibrio delle cariche in favore delle donne. Un segnale politico che inevitabilmente farà discutere e che contribuirà a definire fin da subito i rapporti di forza all’interno dell’aula.
L’insediamento del nuovo Consiglio arriva dopo una legislatura, quella guidata da Michele Emiliano, che soprattutto negli ultimi due anni ha mostrato tutti i limiti di una maggioranza progressivamente sfilacciata, spesso incapace di produrre atti incisivi e di governare con continuità. Un’esperienza che pesa come un monito sul nuovo corso politico.
L’auspicio diffuso, dentro e fuori palazzo, è che questa legislatura sappia essere più stabile, più produttiva e più orientata ai risultati, restituendo centralità al Consiglio regionale come luogo di confronto e decisione, e non di paralisi. Per la Puglia, alle prese con sfide decisive su sanità, lavoro e coesione sociale, il tempo delle attese è già finito.

