Domani, mercoledì 7 gennaio, alle ore 15, Antonio Decaro sarà proclamato ufficialmente presidente della Regione Puglia. Il passaggio di consegne si terrà nell’aula della Corte d’Appello di Bari, all’interno del Palazzo di Giustizia in piazza De Nicola, segnando l’avvio della nuova legislatura regionale.

Una proclamazione attesa ma che arriva con un ritardo evidente rispetto ad altre Regioni. Campania e Veneto, che hanno votato come la Puglia lo scorso novembre, hanno già insediato Giunta e Consiglio. In Puglia, invece, il percorso istituzionale si è rivelato più lento e complesso.

Il ritardo pugliese e l’incognita Consiglio

Il motivo principale del rallentamento è legato alle criticità della legge elettorale regionale, che in alcuni casi rende poco chiari i criteri di assegnazione dei seggi. Su diversi consiglieri eletti permane ancora incertezza, proprio per questo il Consiglio regionale dovrebbe insediarsi solo tra qualche altro giorno.

Un vuoto temporale che pesa, soprattutto in una fase in cui la Regione è chiamata a decisioni rapide su sanità, fondi europei e programmazione economica.

Giunta pronta “entro poche ore”

Sul piano politico, Decaro ha già fatto sapere che la Giunta regionale sarà nominata “entro poche ore” non appena il quadro sarà completo e ufficiale. La legge regionale consente un massimo di due assessori esterni su dieci, mentre gli altri otto dovranno essere scelti tra i consiglieri regionali eletti.

Un vincolo che rende il puzzle politico ancora più delicato, perché ogni scelta avrà riflessi sugli equilibri interni alla maggioranza e sulla composizione del Consiglio.

Il nodo Vendola e il tema dei “risarcimenti” politici

Tra le ipotesi che circolano con maggiore insistenza, c’è quella di riservare uno dei due posti da assessore esterno al partito riconducibile a Nichi Vendola, come forma di compensazione per la mancata elezione in Consiglio regionale arrivata per pochi voti. Una scelta che avrebbe un chiaro significato politico e che servirebbe a tenere compatta la coalizione, anche a livello nazionale.

Il caso Emiliano: giunta o altro ruolo?

Resta infine aperta la questione più delicata: Michele Emiliano. Il presidente uscente ha più volte chiarito che «non tornerò a fare il magistrato», escludendo quindi un rientro nella toga a pochi mesi dalla pensione.

Dopo il veto posto da Decaro alla sua candidatura al Consiglio regionale, ora la palla passa al nuovo presidente: Emiliano entrerà in Giunta come assessore esterno, in attesa delle prossime elezioni politiche che potrebbero portarlo a Roma nel 2027? Oppure verrà individuata un’altra collocazione istituzionale?

Poche ore per chiarire il quadro

La proclamazione di domani segna l’inizio formale del mandato di Decaro ma soprattutto apre una fase decisiva. Tra ritardi accumulati, attese politiche e incastri complessi, le prossime ore saranno cruciali per capire che volto avrà la nuova Regione Puglia.

Dopo settimane di attesa, il tempo delle ipotesi sta per finire. Presto, finalmente, arriveranno le risposte.

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ViviBari
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