È il giorno che segna ufficialmente l’inizio di una nuova fase politica per la Puglia. Oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, alle ore 15, Antonio Decaro sarà proclamato presidente della Regione Puglia nell’aula della Corte d’Appello del Tribunale di Bari, in piazza De Nicola, 1.

Alla vigilia della proclamazione, Decaro ha affidato ai social una nota dal tono personale e insieme politico, scegliendo parole che raccontano più il senso della responsabilità che il trionfo elettorale. Un messaggio che prova a dare la misura del passaggio che sta per compiersi.

Il tempo della famiglia, prima di tutto

Nei giorni che hanno preceduto l’atto formale, Decaro ha spiegato di aver scelto di rallentare, dedicando tempo alla propria famiglia. Una pausa consapevole, sapendo che i prossimi mesi saranno scanditi da un’agenda fitta e spesso imprevedibile. Un riconoscimento esplicito a chi, da anni, condivide con lui il peso dell’impegno pubblico, “con la stessa generosità”, scrive.

Ma è proprio da qui che parte il cambio di prospettiva: da domani, quella famiglia si allarga. Non più soltanto gli affetti più stretti, ma un’intera comunità regionale che va “dal Gargano a Leuca”, evocata con immagini semplici e potenti: nuovi nonni, genitori, fratelli, sorelle di cui prendersi cura.

Emozione e consapevolezza

Nel messaggio non manca l’emozione. Decaro la ammette apertamente, senza schermarsi dietro formule istituzionali. Tuttavia, insieme all’emozione arriva la consapevolezza dei limiti. “So che qualcosa la sbaglierò, è inevitabile”, scrive, riconoscendo la complessità del ruolo e la difficoltà di soddisfare tutte le aspettative dei pugliesi.

Un passaggio che segna una linea precisa: nessuna promessa salvifica ma la disponibilità a metterci “tutta la forza che abbiamo”. Poi un invito esplicito al controllo democratico: nessuna richiesta di indulgenza ma vigilanza e severità nel giudizio sull’operato futuro.

Un appello alla corresponsabilità

Accanto alla richiesta di attenzione critica, Decaro chiede però anche una mano. L’idea che emerge è quella di una presidenza non solitaria ma condivisa, in cui il miglioramento della Puglia sia il risultato di un lavoro collettivo. Un messaggio che parla tanto alle istituzioni quanto ai cittadini, chiamati a sentirsi parte attiva del cambiamento.

Riaffiora infine il momento della candidatura, il 5 settembre scorso, quando Decaro scelse – parole sue – la Puglia. Alla domanda “Chi te lo ha fatto fare?”, la risposta resta la stessa: “I pugliesi, che sono la mia famiglia”

Un passaggio simbolico ma decisivo

La proclamazione di oggi non è soltanto un atto formale. Arriva dopo settimane di attesa e in un contesto istituzionale che guarda ora alla formazione della Giunta (con le incognite sul futuro di Emiliano e Vendola) e all’avvio concreto della nuova legislatura. Ma il messaggio di Decaro, nel giorno che segna l’inizio ufficiale del mandato, prova a fissare un tono: quello di un presidente che si assume il peso dell’incarico senza nascondere la fatica che comporta.

Da oggi la responsabilità diventa piena e la Puglia, come lui stesso scrive, diventa una famiglia ancora più grande da guidare.

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ViviBari
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