Entra nel vivo la campagna elettorale in vista del Referendum sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026. In questo contesto si inserisce l’incontro pubblico promosso dalla Fondazione Tatarella, che venerdì 13 febbraio alle ore 17.30, in Villa De Grecis a Bari, ospiterà Alessandro Sallusti, giornalista e scrittore, già direttore de Il Giornale e portavoce nazionale del Comitato “Sì Riforma”.

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All’evento interverranno Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella, Daniele Porena, componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. L’incontro sarà l’occasione per illustrare nel dettaglio le ragioni del al referendum e per presentare l’ultimo libro-intervista di Sallusti con Luca Palamara, “Il Sistema colpisce ancora”, che affronta i nodi irrisolti del funzionamento della magistratura italiana.

La riforma della giustizia, al centro del quesito referendario, punta a una trasformazione strutturale del sistema giudiziario, con l’obiettivo dichiarato di renderlo più imparziale, trasparente e libero da condizionamenti interni. Una riforma definita di portata storica, attesa da decenni, articolata in tre punti fondamentali.

Il primo riguarda la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente: giudici e pubblici ministeri seguirebbero percorsi distinti sin dall’accesso alla professione, con concorsi separati, superando l’attuale commistione dei ruoli.

Il secondo punto interviene sul Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno da tempo al centro di critiche per il peso delle cosiddette correnti, considerate vere e proprie strutture di potere. La riforma prevede la nascita di due CSM distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, con l’introduzione del sorteggio al posto dell’elezione per ridurre l’influenza delle correnti.

Infine, viene istituita una Alta Corte disciplinare, chiamata a valutare eventuali illeciti dei magistrati al posto del CSM. Un organismo pensato per garantire imparzialità e autonomia di giudizio, in linea con il principio che anche i magistrati debbano rispondere dei propri errori.

L’incontro, aperto al pubblico, vedrà la partecipazione di avvocati, docenti universitari, parlamentari e amministratori locali del centrodestra, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti nel dibattito politico e istituzionale che accompagna il percorso verso il referendum.

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