È stata prorogata fino al 24 gennaio la mostra “Il mare che unisce. Le carte nautiche che hanno costruito l’immagine dell’Adriatico tra il XVI e il XIX secolo”, ospitata al Museo Civico di Bari e organizzata dall’Associazione Italiana di Collezionisti di Cartografia Antica “Roberto Almagià” in collaborazione con il museo cittadino.
L’esposizione propone una lettura dell’Adriatico lontana dall’idea di confine e separazione, restituendone invece l’immagine di spazio di coesione, incontro e relazione tra popoli e culture. Un messaggio rafforzato dal carattere itinerante del progetto espositivo, inaugurato presso l’Università di Zara, successivamente approdato a Trieste in occasione degli eventi collaterali della 57ª edizione della Barcolana, e oggi in Puglia, regione che con il suo lungo affaccio occidentale sull’Adriatico rappresenta un nodo centrale della storia e dell’identità di questo mare.
La rassegna è resa possibile grazie alla disponibilità dei membri dell’Associazione “Roberto Almagià”, fondata nel 2006 e intitolata al massimo studioso italiano di cartografia storica, e alla preziosa collaborazione delle Università di Trieste e di Zara. In mostra una selezione di carte nautiche antiche di straordinaria rarità, provenienti da collezioni private e messe a disposizione dagli associati, con un contributo particolarmente significativo del dott. Marco Asta.
Il percorso espositivo consente di ammirare un corpus cartografico che difficilmente potrebbe essere riunito in un’unica occasione: documenti preziosi, conservati e sottratti all’oblio grazie all’impegno di studiosi, collezionisti e appassionati, che restituiscono l’evoluzione dello sguardo sull’Adriatico nel corso dei secoli.
Dal punto di vista storico e scientifico, la mostra approfondisce il ruolo dell’Adriatico come realtà “anfibia”, mare circondato da terre e terre bagnate dal mare, all’interno di un sistema territoriale continuo e coerente: il cosiddetto “modello adriatico”, sviluppato e difeso dalla Repubblica di Venezia fino alla fine del XVIII secolo.
Il periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo, al centro dell’esposizione, coincide con una fase di profonde trasformazioni politiche, economiche e culturali dell’area adriatica. Le carte presentate testimoniano una grande varietà di rappresentazioni: dalle mappe che inseriscono l’Adriatico nel contesto più ampio del Mediterraneo, alle corografie dedicate a singoli tratti di costa, fino alle carte che riservano al mare l’intero spazio rappresentato.
A partire dal XVIII secolo, le carte nautiche diventano sempre più dettagliate, con particolare attenzione a porti, golfi e stretti lungo le coste adriatiche. Dall’inizio del XIX secolo, inoltre, molte mappe sono realizzate attraverso rilievi idrografici moderni, segnando il superamento delle tecniche tradizionali basate sulla navigazione stimata e sull’intreccio delle linee delle rose dei venti: un passaggio fondamentale verso la cartografia contemporanea.
La mostra è visitabile al Museo Civico di Bari dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 9.30 alle 13.30.

