È uscito in sala il 15 ottobre 2025 “Storia di un Riscatto”, scritto e diretto da Stefano Odoardi e prodotto da Superotto Film Production in collaborazione con Teatro di Sardegna, Banca Generali e Fullcode, con il sostegno di Fondazione Sardegna Film Commission, Fondazione Banco di Sardegna e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. La data di uscita non è casuale: segna esattamente 30 anni dalla liberazione di Giuseppe Vinci, protagonista della storia vera al centro del film.

Il film arriverà giovedì 4 dicembre in Puglia, al Cinema Vignola di Polignano a Mare, per poi proseguire il tour nelle principali città italiane, accompagnato dal regista Stefano Odoardi e dal vero Giuseppe Vinci, che non solo racconta la propria esperienza, ma interpreta sé stesso nel presente e il padre Lucio Vinci negli anni Novanta. Il cast include anche Andrea Nicolò Staffa, Leonardo Capuano, Stefano Mereu, Florencia Rolando, Felice Montervino, Luigi Pusceddu, Nunzio Caponio e Cristina Maccioni. Il film viene distribuito in autonomia da Superotto Film Production.

Il racconto del regista

Stefano Odoardi spiega: “‘Storia di un Riscatto’ si basa su una vicenda realmente accaduta nel 1994 in Sardegna: il rapimento di Giuseppe Vinci da parte dell’Anonima Sequestri. La famiglia Vinci aveva creato un’importante catena di supermercati in un territorio economicamente fragile, e il sequestro rappresentò uno choc per l’intera comunità. Giuseppe fu tenuto rinchiuso in una ‘bara’ di compensato lunga 190 cm, larga 180 cm e alta 190 cm per 310 giorni, il sequestro più lungo mai organizzato dall’Anonima. Un’esperienza che segnò profondamente la sua vita. Questo evento segnò anche una svolta storica per la Sardegna: per la prima volta la popolazione reagì con decisione contro l’organizzazione criminale, grazie alle mobilitazioni promosse da Sharon, la moglie venezuelana di Giuseppe”.

La storia

Siamo negli anni Novanta. Giuseppe Vinci, erede della catena di supermercati di famiglia, viene rapito dall’Anonima Sequestri. Suo padre, Lucio Vinci, nonostante il blocco dei beni imposto dal governo italiano, è disposto a tutto pur di riportarlo a casa. Dopo 310 giorni di prigionia, Giuseppe viene liberato dietro pagamento di un riscatto. La famiglia deve affrontare l’assurda imposizione di pagare tasse sul riscatto, pari a 4 miliardi e 250 milioni di vecchie lire, che contribuisce alla chiusura dell’attività.

Il film si concentra sulle fasi del rapimento, sull’angoscia della famiglia e sull’ambivalenza del governo italiano, offrendo una testimonianza diretta e intensa del coraggio, della resistenza e del senso di giustizia che questa vicenda ha generato nella società sarda.

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ViviBari
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