L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Bari e l’Ance Bari-Bat hanno inviato una nota congiunta al sindaco Vito Leccese e agli assessori competenti, chiedendo che il Comune dia piena attuazione alla legge regionale 36/2023 in materia di ristrutturazione edilizia.
Il provvedimento regionale introduce la disciplina sugli interventi di sostituzione edilizia in zone omogenee B e C, demandando ai Comuni il compito di individuare gli ambiti interessati. Si tratta di aree spesso caratterizzate da edifici vetusti, con criticità strutturali, scarsa accessibilità e consumi energetici elevati.
Secondo i presidenti Nicola Bonerba (Ance Bari-Bat) e Carlo Contesi (Oiba), l’urgenza è non più rinviabile: “Il patrimonio edilizio di Bari necessita di un processo di rigenerazione che consenta di ridurre i rischi strutturali, migliorare l’accessibilità e garantire maggiore sostenibilità ambientale”.
Il nodo principale riguarda gli standard urbanistici, cioè le aree da destinare a verde, parcheggi e servizi collettivi. Nelle zone B della città – come Libertà, Madonnella o San Pasquale – non vi sono superfici disponibili da cedere per compensare i nuovi volumi previsti dagli interventi di sostituzione edilizia. Per questo le due organizzazioni chiedono che il Comune autorizzi la monetizzazione degli standard, prevista proprio dalla legge regionale: i costruttori, in alternativa alla cessione di aree inesistenti, verserebbero somme vincolate all’acquisizione di terreni o a interventi di rinaturalizzazione e forestazione in aree limitrofe.
Un meccanismo che, spiegano i firmatari, permetterebbe di dare finalmente gambe a una norma pensata per accelerare la rigenerazione urbana. “Negare questa possibilità equivarrebbe a impedire l’attuazione concreta della legge e a rinviare la sostituzione di uno stock edilizio ormai obsoleto e in molti casi pericoloso”.
La richiesta è stata accompagnata anche da esempi pratici: in un intervento tipo su una palazzina di 1.000 metri cubi, la premialità volumetrica del 35% imporrebbe al costruttore di cedere appena 70 metri quadrati di standard, superficie di fatto inutilizzabile. Con la monetizzazione, invece, quelle risorse potrebbero essere destinate a opere pubbliche realmente fruibili dai cittadini.
Un altro elemento a supporto della proposta è il nuovo sistema di Bus Rapid Transit in corso di realizzazione, che collegherà zone centrali e periferiche, rendendo più coerente il reperimento degli standard anche in aree esterne alle zone interessate.
Concludono Bonerba e Contesi: “Siamo disponibili a collaborare con l’amministrazione per individuare soluzioni efficaci. Bari non può permettersi di rimandare ancora: la legge 36/2023 è uno strumento importante per affrontare i problemi di vulnerabilità e sostenibilità del patrimonio edilizio, ma va applicata fino in fondo”.

