Domenica 15 febbraio 2026, alle ore 10.30, partirà da Piazza Umberto I la manifestazione promossa dalla Rete dei Centri Antiviolenza della Regione Puglia contro la proposta di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale, nota come DDL Bongiorno. Il corteo si concluderà in Piazza del Ferrarese.
L’iniziativa pugliese si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge oltre 100 piazze italiane, con l’obiettivo di aprire un confronto pubblico sui contenuti della riforma e sulle sue possibili implicazioni giuridiche e culturali.
Il nodo della riforma
Il disegno di legge propone una modifica alla formulazione dell’articolo 609 bis, norma che disciplina il reato di violenza sessuale. Al centro del dibattito vi è il riferimento al consenso: secondo i promotori della protesta, l’eliminazione del richiamo esplicito al consenso e il ritorno alla centralità del “dissenso” rischierebbero di incidere sull’impostazione culturale e interpretativa della norma.
I Centri Antiviolenza ritengono che tale cambiamento possa comportare un arretramento nella tutela delle vittime e riaprire questioni legate alla cosiddetta vittimizzazione secondaria nei procedimenti giudiziari.
Dal canto loro, i sostenitori della riforma sottolineano l’esigenza di una maggiore chiarezza normativa e di una formulazione coerente con l’impianto complessivo del codice penale. Il confronto resta quindi aperto sul piano tecnico-giuridico e politico.
Le realtà coinvolte
Alla manifestazione parteciperanno diversi Centri Antiviolenza pugliesi:
APS G.I.R.A.F.F.A. (Bari), LiberaMente (Altamura), Pandora (Molfetta), Sud-Est Donne (Conversano), AGAR (Modugno), Io Sono Mia (Bitonto), Safiya (Polignano a Mare).
Hanno inoltre aderito numerose associazioni, organizzazioni sindacali e realtà della società civile, tra cui CGIL, ANPI, ARCI, UDU, ADI, Libera, Casa delle donne del Mediterraneo e altre sigle del territorio regionale.
La manifestazione del 15 febbraio rappresenta un momento di partecipazione civica su un tema che tocca aspetti sensibili del diritto penale e della tutela delle persone. Il dibattito attorno alla riforma prosegue a livello istituzionale e sociale, in un confronto che coinvolge giuristi, associazioni, rappresentanti politici e cittadini.

